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Pensieri, esplorazioni, ipotesi. Un confine incerto tra personale e professionale.

Dare conto: luci e ombre sulla relazione tra uomo e donna

L’auditorium della biblioteca civica si riempie

Montebelluna, venerdì 30 marzo 2012, 20:45.
Seduto tra il pubblico mi chiedo se la serata va in streaming.
Qualsiasi cosa accada, ci starebbe un post al volo, ma sono troppo stanco…
Attesa, voci, saluti e sorrisi.
Brusii.
Inizia l’evento.
Imbarazzo.
Faccio qualche foto, ma non sono speciali.
Prendo il portatile: qui un post ci sta proprio… ma non c’è campo.
E’ tempo di cambiare gestore, così non si può andare avanti.
Rinuncio.
Prendo appunti e… come vedete il post esce dopo cinque giorni;-/

Non voglio riproporre i contenuti e le riflessioni

Ci penseranno – spero – le promotrici del Tavolo Rosa.
Quello che voglio considerare è il modo di dare conto di anni di lavoro che ha coinvolto persone, gruppi, organizzazioni, il modo di rendere presente e apprezzabile la collaborazione fra amministrazioni comunali di un territorio, il modo di alimentare e rilanciare il confronto su un tema attuale: le relazioni di genere (un tema che corre il rischio di smarrire l’appealing, appannarsi, perdere posizioni, mentre non diminuisce per rilevanza e complessità).

Rendicontare è un’azione topica, sociale, culturale

Le rendicontazioni possono assumere tante forme.
Istituzionalizzarsi e formalizzarsi in modi differenti, perdere mordente, la capacità di incalzare e coinvolgere, ridursi a retoriche, a steoreotipi.
I processi di rendicontazione sono essenziali per alimentare la fiducia, per focalizzare l’attenzione, per valutare il da farsi, per raccordare energie.
E si può rendicontare i molti modi.

Le organizzatrici hanno scelto di…

  • far condurre la serata a Isabella Zuliani, vicesindaca di Giavera del Montello.
  • di far interagire sulle relazioni di coppia due comici furbi e misurati Marco&Pippo con la psicologa Ilaria Baldin della cooperativa sociale Una casa per l’uomo di Montebelluna.
  • di dare la parola a Michele Poli, counselor, membro dell’associazione Maschile Plurale e del Centro di Ascolto Uomini Maltrattanti (cinque s/punti chiari, nel merito del problema);
  • di fare leggere a sei amministratori pubblici sei storie di donne: Storie di straordinaria normalità;
  • di consegnare una premio a una donna del territorio Monica Follador.

Sintesi:

  • organizzarsi in proprio è (sempre) possibile: idea, conduzione, apporti, progetto, regia;
  • per divertirsi e per pensare la tele non è necessaria;
  • la collaborazione produce risultati (ed eventi) di valore;
  • si può ridere, riflettere, emozionarsi tutto nella stessa sera;
  • si può avere il senso di un lavoro complesso, travagliato, impegnativo… in un tempo contenuto e senza venire travolti dalle parole;
  • si può tornare (continuare) a sperare nel lavoro delle istituzioni, della cooperazione sociale e del volontariato senza celebrazioni;
  • leggere in pubblico ha sempre qualcosa di magico;
  • si possono tenere a tema questioni delicate e reimmetterle nei processi culturali in modo efficace.

Sulla violenza

Michele Poli ha segnalato che la violenza non è mancanza di controllo ma è (anche) il tentativo di prendere controllo, che la violenza ha cause psicologiche (traumi e violenze subite) e cause sociali (modelli machisti), che la violenza famigliare è un problema da rilevare e da fermare, che fermare non è riparare, che servono reti territoriali che favoriscano la collaborazione fra diverse figure professionali compenti, che servono spazi per accogliere le donne maltrattate, che fermare la violenza è creare sicurezza sociale.

4 comments on “Dare conto: luci e ombre sulla relazione tra uomo e donna

  1. Eleonora Cirant
    4 April 2012

    Grazie!!

  2. Eleonora Cirant
    4 April 2012

    Grazie!!!

  3. mainograz
    4 April 2012

    Ciao Zia monzambicana,
    prepara un post per essere ‘ospite di pasquetta’.
    Aggiungi una foto nuova.
    Un post laico abbastanza da essere letto dai credenti, appassionato abbastanza da dire qualcosa ai laici;-)

    Un saluto
    Graziano

  4. Martina
    4 April 2012

    Davvero interessante e coinvolgente.
    Un tema che interessa davvero e che
    qui in Mozambico continua ad essere
    denunciato come un problema molto
    serio e difficile da risolvere.
    La televisione locale continua a lanciare
    messaggi per chiedere meno silenzio
    e più denunce…
    Mi piace di più la strada del confronto
    e della creatività che coinvolge tutti
    gli interessati a riflettere, pensare ma
    qui siamo ancora lontani da questo.
    Intanto mi rallegro per quello che
    Graziano ci propone.
    Grazie e Buona Pasqua a tutti.
    Martina

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