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Pensieri, esplorazioni, ipotesi. Un confine incerto tra personale e professionale.

A cosa serve la ricerca sociale operativa? #psicosociologia

 

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Investire in ricerca (per le organizzazioni e per gli individui) è sempre delicato. Gli esiti (com’è ovvio) non sono prevedibili. E non si sa neppure quanto sarà davvero l’investimento. Certo, lo so, si parte dal budget (e quindi da un vincolo/opportunità), ma poi, cammin facendo si incontrano questioni interessanti, imprevisti inevitabili, sollecitazioni curiose o ultimative, esigenze legittime o smodate. Insomma la ricerca è un viaggio avventuroso e… faticoso.

Tornando in treno, ho seguito una conversazione tra due viaggiatrici. Una ricercatrice (presumibilmente) chiedeva a una sua cliente (una dirigente/proprietaria di una azienda?) a cosa (le) fosse servita la ricerca alla quale avevano collaborato (nel corso del 2011 da quello che ho capito).

Le ‘utilità’ emerse (quelle che ho afferrato) sono cinque:

  1. Avevano domande sparse, non perfettamente definite. Dalla ricerca sono arrivate risposte di cui l’organizzazione si è servita per (provare a) modificare il proprio modo di lavorare.
  2. Dalla ricerca (e dal lavoro di ricerca) sono saltate fuori informazioni inattese, che le due viaggiatrici non si immaginavano, informazioni anche un po’ spiazzanti al punto da spingerle a riconsiderare le conoscenze sulle quali facevano affidamento.
  3. Se alcune domande hanno ricevuto risposta, altre domande si sono palesate (precisate?) quasi da sé.
  4. Il progetto di ricerca ha ampliato la rete dei contatti. Con l’occasione di chiedere un’intervista, presentare il lavoro di indagine, mettere in circolo i risultati, invitare a discuterli, si sono rimescolate le carte e gli indirizzari…
  5. Alcune interazioni sono rimaste lì. Fugaci, interessanti, interlocutorie. Altre invece hanno dato frutti. Non molte forse. Qualcuna è riemersa dal passato (complice Facebook e la tecnologia digitale), qualcuna sta sbocciando (chissà se porterà frutti…).

Insomma la ricerca ha trasformato il paesaggio delle conoscenze, ha ri/messo in discussione le pratiche, ha consentito di incontrare gente sconosciuta, ha incrementato le relazioni.
Non male.

PS
Non male certi viaggi in treno…

 

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