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Pensieri, esplorazioni, ipotesi. Un confine incerto tra personale e professionale.

Produrre il report di ricerca #psicosociologia

 

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In questo post: alcune indicazioni pratiche per produrre il report di ricerca richiesto nell’ambito del corso di Psicosociologia dei gruppi e delle organizzazioni e alcune indicazioni sulla stesura di tesi specifiche per lauree triennali, ma dalle quali trarre spunti utili in generale.

1. Report di ricerca

Dimensioni

Quali le dimensioni del rapporto di ricerca da presentare e discutere? 40.000 caratteri (spazi inclusi). La (relativa) brevità è data da tre ragioni: non sovraccaricare in una fase di studio già intensa per convergenza di lavori di gruppo e per l’approssimarsi degli appelli di giugno; non ci sarebbe il tempo di leggere i rapporti di ricerca tra il momento della consegna e la loro presentazione e discussione; non è saggio scrivere molto quando si possono dire cose ammalianti in poco spazio.
Sempre in riferimento alle dimensioni, si è accennato alla possibilità di arricchire il rapporto di ricerca con un’appendice nella quale inserire materiali e contenuti di approfondimento.
La dead line di consegna è nota da tempo: le 23:59 del 25 maggio 2014 (in pdf).

Struttura e contenuti

In occasioni diverse – nei gruppi e in plenaria – abbiamo ragionato sulle domande alle quali il report dovrà rispondere. In avvio del corso (marzo 2014), ai gruppi che si erano costituiti è stato chiesto di sviluppare una ricerca sul campo che soddisfacesse le seguenti richieste:

  • Conoscere una situazione organizzativa fornendone una rappresentazione.
  • Rendere visibili le sue specificità (identificando punti di forza e di debolezza).
  • Individuare aspetti problematici affrontabili.
  • Prefigurare possibili interventi/azioni.

Rispondere alle domande richiamate non implica che esse costituiscano necessariamente la struttura del rapporto. Ciò che conta, al di là dell’organizzazione del rapporto, è che esse ricevano risposta. Se la possibilità di articolare i contenuti rimane ampia, vi sono tre nuclei di contenuto che dovranno essere presenti: l’esito della ricerca, una nota di metodo e un riferimento al lavoro di gruppo (più o meno esteso in ragione delle valutazioni interne che il gruppo riterrà di fare).
Va poi sottolineata l’importanza di curare gli elementi paratestuali (1, 2, 3): copertina, credits, indice, abstract, sitobibliografia, note e/o link, che sono essenziali per la fruibilità del testo.
I rapporti di ricerca sono materiali didattici interni e come tali non verranno pubblicati, ma – per prudenza – è forse utile ricordare di rendere anonime le informazioni, irrintracciabili le fonti e irriconoscibili le organizzazioni oggetto di indagine.

Fuochi d’artificio?

Un paio di gruppi di ricerca si sono interrogati sull’opportunità di produrre un report in forma di ebook multimediale (contenente foto, musiche, filmati, link). 
L’idea è intrigante ma certamente impegnativa. 
L’obiettivo – connesso agli altri obiettivi del corso di Psicosociologia dei gruppi e delle organizzazioni – rimane la produzione di un rapporto di ricerca che si lasci leggere. 
Anzi forse il desiderio è che si faccia leggere. 
Il massimo sarebbe un report pubblicabile.
Un report multimediale non è vietato, ma non è neppure richiesto. Ciò che conta è che il report susciti curiosità e interesse, introducendo spunti, elementi e considerazioni utilizzabili negli interventi organizzativi.

2. Indicazioni per la redazione della tesi (per la laurea triennale)

A proposito della scrittura didattica in sede accademica, propongo gli spunti ricavabili da tre interviste rivolte rispettivamente a Massimo Miglioretti, Lorenzo Montali, Luca Vecchio del Dipartimento di Psicologia dell’Università degli Studi di Milano – Bicocca. Le interviste miravano ad indagare le accortezze alle quali non sottrarsi nel corso della produzione della tesi per la laurea triennale. Due le domande proposte:

  • quali sono i tre principali aspetti da curare?
  • quali sono i tre più frequenti errori da evitare?

Il punto di vista di Massimo Miglioretti

Gli aspetti da curare:

  • Chiarirsi bene i costrutti teorici di cui si sta parlando o cui si vuol far riferimento. Riuscire a comprenderli, impossessarsene, farli propri e mostrare come ci si è arrivati.
  • Predisporre un indice ragionato, per punti e argomenti che si dovrebbero sviluppare.
  • Bibliografia, non solo leggendo i contributi più recenti, ma costruendo una bibliografia a ‘imbuto’, a partire da trattazioni generali per poi scendere nello specifico.

Gli errori da evitare:

  • Il copia-incolla è un errore diffusissimo. Il lavoro di triennale, in una tesi di impostazione bibliografica, ha come obiettivo primario una buona analisi della letteratura, che racconti ciò che hanno scoperto o detto altri. Si tratta di sviluppare un lavoro di ricerca puntuale, reso con parole proprie.
  • Un secondo errore è il voler essere a tutti i costi originali. Nella tesi triennale è richiesto di approfondire e conoscere con padronanza un argomento.
  • Il terzo errore è l’indefinitezza del contenuto. Spesso si scelgono contenuti troppo ampi che poi non si riesce a gestire (cosa inserisco? Che cosa tratto? Cosa tralascio?). Vanno evitati argomenti immensi, avendo cura di entrare nello specifico dei temi identificati.

Il punto di vista di Lorenzo Montali

Gli aspetti da curare:

  • La scrittura: sia in termini di proprietà di linguaggio (le tesi non sono operazioni divulgative, ma sono, in linea di massima, la restituzione ragionata di una letteratura). Va quindi adottato un linguaggio di tipo scientifico e ricercata una buona articolazione degli argomenti, chiedendosi sempre se l’ordine nel quale gli argomenti sono presentati è il migliore degli ordini possibili, se è comprensibile rispetto al lettore.
  • Adeguata ricognizione della letteratura: non limitarsi ai primi articoli che si trovano su un argomento, ma avere la capacità di ricostruire, in un certo ambito definito (avendo definito con sufficiente precisione l’oggetto della ricerca) qual è la letteratura più rilevante in quel settore.
  • Attenzione agli aspetti formali della tesi: attenzione alla strutturazione della tesi in paragrafi non troppo brevi e in capitoli non disorganici, trattano nello stesso capitolo argomenti diversi, attenzione poi alla bibliografia, al modo in cui viene presentata;

Gli errori da evitare:

  • Errori formali. Dal punto di vista del prodotto non tenere conto che ci sono caratteristiche formali che vanno rispettate, non comprendere che ogni testo si deve legare a un contesto di produzione e a un lettore, e deve essere costruito tenendo in considerazione questi due fattori. Non tenere conto che i testi non sono tutti uguali, indipendentemente da titolo, o dal contenuto, e che devono essere costruiti in relazione a qualcuno che li legge e a una tradizione dentro la quale si devono innestare.
  • Errori di scarso approfondimento. Non viene ben focalizzato un tema specifico. Gli argomenti vengono accennati ma non sviluppati adeguatamente, saltando velocemente da un argomento all’altro, anche perché non si è ben identificato ciò che si intende trattare.
  • Errori di scrittura. Usare un linguaggio povero dal punto di vista della lingua italiana, un linguaggio non scientifico, che non adotta criteri di sinteticità, chiarezza e precisione: va evitato un linguaggio troppo simile al parlato, troppo giornalistico, o impreciso.

Il punto di vista di Luca Vecchio

Gli aspetti da curare:

  • Scrivere in italiano comprensibile, corretto, chiaro.
  • Proporre uno sviluppo sensato, logico, articolato del problema, Costruire una riflessione articolata, che abbia senso e un filo logico, selezionando dai materiali reperiti le informazioni più rilevanti da riportare
  • Se possibile, affrontare un tema originale o rilevante, che anche in minima forma cerchi di apportare qualcosa di nuovo e di personale da parte del candidato, che contenga il suo pensiero.

Gli errori da evitare:

Sono complementari agli aspetti da curare. Si tratta di:

  • evitare di basarsi su letteratura o informazioni reperite in internet in modo casuale;
  • evitare riassuntini o sbrodolature da medie o superiori;
  • evitare di riportare i contenuti in modo meccanico.

3. Volendo sintetizzare

Facendo interagire le indicazioni per il corso di Psicosociologia con le indicazioni relative alla redazioni di tesi per la laurea triennale si può ricavare un promemoria per costruzione del report di ricerca:

  • Ogni produzione testuale ha un suo contesto di provenienza e di destinazione: da qualche parte c’è un mandato da esplicitare, teorie da considerare e un/a lettore/trice a cui ci si rivolge.
  • Identificare, circoscrivere e rendere manifesto l’oggetto (l’argomento) trattato.
  • I contenuti vanno articolati e curati, distribuiti secondo una logica espositiva.
  • Scrivere in italiano, con chiarezza, per farsi leggere.
  • Indice, (abstract, introduzione) e bibliografia devono essere ragionati.
  • Non copiare, né da una, né da più fonti.
  • L’intenzione di effetto uccide l’effetto.

4. Ringraziamenti

Naturalmente grazie a Massimo Miglioretti, Lorenzo Montali, Luca Vecchio.
E grazie a Michele Quitadamo che frequenta il corso di Laurea Magistrale in Psicologia dei Processi Sociali, Decisionali e dei Comportamenti Economici dell’Università degli Studi di Milano – Bicocca per aver raccolto e trascritto le interviste.

 

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