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Pensieri, esplorazioni, ipotesi. Un confine incerto tra personale e professionale.

Rimpallo gravitazionale: lanciare, rilanciare, inoltrare (#prendifiatolab)

soffioni

Nell’ambito dell’informazione e della comunicazione digitale, i termini lanciarerilanciare e inoltrare assumono un significato specifico. E in questo post proviamo a esplorarli, con particolare riferimento al mondo dei social network e delle email (argomenti di #prendifiatolab).

Lanciare e rilanciare

La prima osservazione è relativa al fatto che entrambi i verbi presuppongono un punto di partenza, una spinta, una direzione, una traiettoria… e uno o più punti d’arrivo.

Lanciare: proporre un’idea; presentare, avviare un progetto. La parola lascia intendere che l’informazione ha una traiettoria lineare e un aspetto innovativo, forse negli obiettivi, o nel contenuto, o nelle modalità di comunicarlo.

Rilanciare: lanciare nuovamente, ripetere un’informazione in modo automatico. Ma anche: rendere attuale un messaggio, riportarlo in auge, collegarlo a uno specifico contesto e ad altre informazioni. Rilanciare può dunque essere un’operazione eseguita in modo meccanico o un’azione che tiene conto del contesto e dei destinatari. Rilanciare da un lato prevede molteplici punti di arrivo – che a loro volta possono essere punti di partenza – e dall’altro può coinvolgere più soggetti. Il risultato finale è la somma di più lanci in differenti direzioni. 

Nel mondo dei social network lanciare e/o rilanciare informazioni è un’azione descritta da parole che cambiano a seconda dello strumento utilizzato. Diciamo infatti ‘condividere’informazioni su FacebookLinkedInGoogle+. Usiamo invece il verbo italianizzato ‘ritwittare’ (ripetere? dire nuovamente? ripostare un tweet?) per descrivere l’azione su Twitter, un’azione che sembra essere più automatica non consentendo l’inserimento di frasi d’aggancio personalizzate.

A chi si rilancia?

Se si sceglie di non applicare alcuna privacy ai rilanci (con Facebook) il contenuto è condiviso con tutti (ma proprio tutti, anche coloro che non sono parte di quel social network); di contro, utilizzando le apposite impostazioni, è possibile scegliere di volta in volta il proprio pubblico e condividere un rilancio con i propri contatti (gli amici di facebook e i contatti di LinkedIn), con un sottogruppo di persone (le liste di facebook, le cerchie di Google +, e i gruppi di LinkedIn). E, nonostante non sia una funzione tipica di Facebook, è possibile condividere un contenuto anche con sé stessi come una sorta di appunto, un post-it sul proprio diario.

Con quali effetti?

Per spiegarne gli effetti, o meglio gli effetti desiderati, ci pare calzante il concetto di rimpallo gravitazionale:

“Il rimpallo gravitazionale è una tecnica che permette alle sonde di viaggiare, con pochissimo carburante, in tutto il sistema solare. Le sonde passano vicino ai pianeti e ricevono da essi una spinta, un ‘calcio gravitazionale’ che manda la sonda su un’orbita più lontana”. (Margherita Hack)

Margherita Hack, grande astrofisica italiana, in un’intervista descrive la scoperta di Giuseppe Colombo come rivoluzionaria. Se ci si pensa questa è un’intuizione ‘anticrisi’ che ha consentito con le medesime risorse di spingersi ancor più lontano nella scoperta dell’universo…

Come le sonde, anche i post viaggiano nello spazio illimitato del web in modo più o meno efficace. Come rendere possibile il ‘calcio gravitazionale’ che consenta ai nostri post di raggiungere anche utenti di altri circoli sociali, di altre comunità?

Creare un pubblico ad hoc e ricercare interazioni.

A volte si ha l’esigenza di promuovere eventi rivolti a particolari categorie di persone. Ad esempio, persone interessate a tematiche ambientali, persone che operano in ambito sociale. Come procedere? Inoltre, accade spesso che gli utenti dei social network agiscano da meri osservatori o si limitino a cliccare ‘mi piace’ sul post senza condividerne il contenuto. Cosa possiamo fare per aumentare la probabilità di condivisione dei contenuti?

Di seguito proviamo ad argomentare alcune questioni per effettuare lanci o rilanci efficaci:

  • Definire i destinatari. I social network consentono nel tempo di scegliere e ampliare la propria rete di contatti. Prima di rilanciare un contenuto (un evento, una notizia, ecc.) è importante avere un buon numero di contatti, chiedersi a chi si rivolge il messaggio e se questa categoria di destinatari/o è presente nella nostra rete.
  • Individuare le pagine facebook che trattano il tema di nostro interesse e cliccare ‘Mi piace’. In questo modo saremo informati sul dibattito in corso e, qualora volessimo promuovere un evento, potremo chiedere all’amministratore della pagina se è disponibile a rilanciarlo in modo da espandere la platea degli interessati o se le impostazioni lo consentono potremo postare direttamente il contenuto sulla pagina.
  • Ricercare e aderire a gruppi (sia aperti sia chiusi) per stare in contatto e interagire con i followers (seguaci) di quell’argomento. Anche in tal caso può rivelarsi utile rilanciare i post inerenti il tema del gruppo.
  • Entrare in contatto (virtuale) con persone esperte e chiedere loro di rilanciare il nostro post. Ad esempio, a fronte di una partecipazione a un convegno si possono ricercare i relatori che hanno un profilo sui social network. Si tratta dunque di individuare le possibili traiettorie del post identificando quegli utenti che possono dare una ‘spinta gravitazionale’ in virtù del fatto che hanno una rete più o meno ampia di contatti interessati a quel tema.
  • Utilizzare frasi di rilancio ‘avvincenti’ (vedi Tagga, shara, link a di Mainograz) e calibrate in base alla tipologia di destinatari: è infatti possibile mettere in luce il contenuto tecnico, oppure far emergere gli aspetti più divulgativi e/o stuzzicare il lettore inserendo citazioni salienti.

Inoltrare

L’azione di inoltrare un’informazione (attraverso un’email) ha in sé aspetti che richiamano il rilancio: l’informazione non è di prima mano, è già stata emessa da altri. Inoltrare significa trasmettere, girare un’informazione a qualcuno che era fuori da una conversazione. In riferimento alle email il concetto si palesa nelle icone: due frecce che indicano la direzione verso il mittente del ‘rispondi’ e del ‘rispondi a tutti’ e una freccia orizzontale in direzione contraria che indica l’uscita da quella conversazione e l’ingresso in un’altra.

Qual è l’oggetto dell’inoltro?

  • una mail contenete informazioni utili al destinatario;
  • una conversazione (una serie di email) avvenuta con altri;
  • uno o più documenti allegati a una mail;
  •  …

Quali sono le ragioni dell’inoltro?

  • condividere, mettere al corrente: ‘vi inoltro questo scambio di email per conoscenza’;
  • recapitare informazioni perdute: ‘ecco le credenziali per accedere al sito’;
  • inviare un promemoria: ‘avevi detto che ti occupavi di questa cosa e non l’hai ancora fatto’;
  • sollecitare una risposta: ‘come vedi ti ho scritto e non mi hai ancora risposto’;
  • confermare (e dimostrare) l’invio: ‘non hai ricevuto la mia email? Te l’ho inviata in questa data’;
  • girare ad altri un’informazione che non ci riguarda: ‘hanno sbagliato persona, questa mail era in realtà rivolta a te’;
  • includere: ‘ti inoltro la mail per coinvolgerti nella conversazione’;
  • per errore: alcuni anziché cliccare rispondi, cliccano ‘inoltra’ :-)

Ragioni e accortezze

Essendo molteplici le ragioni per le quali si inoltrano email, al mittente è richiesto di motivare l’inoltro e di mettere in atto alcune accortezze per orientare il destinatario e salvaguardare la relazione (con chi è destinatario dell’inoltro e con le persone coinvolte nella comunicazione originaria). Conviene dunque:

  • evitare gli inoltri automatici: meglio specificare e integrare con un messaggio ad hoc che indichi le ragioni dell’inoltro;
  • controllare che vi sia l’allegato: assicuriamoci che il documento sia allegato alla anche nell’inoltro;
  • prestare attenzione alla relazione: nel messaggio di accompagnamento è importante considerare anche il piano relazionale. Gli inoltri sono azioni di coinvolgimento, di aggancio, di informazione decisamente delicate.

Senza la ricerca dei rimpalli, senza lanci, rilanci e inoltri, messaggi e comunicazioni hanno una breve gittata. Rimane l’aspetto delicato. Lanciato o inoltrato un messaggio, le sue traiettorie sono in parte fuori dal nostro controllo.

Inoltra

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