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Pensieri, esplorazioni, ipotesi. Un confine incerto tra personale e professionale.

Studiare riducendo la fatica (#truccologie)

Message in a bottle

Message in a bottle

Ho un figlio adolescente. Un tipo in gamba. Ma lo stesso non è facile. Scrivo questo post nella speranza che – come il messaggio nella bottiglia – arrivi proprio a lui (in fondo internet è un mare dalle infinite correnti).

Know how

Mi è capitato di notare che a scuola (ma anche nella formazione e in università) si presta attenzione ai contenuti, ma si dà minore rilevanza al ‘come’, alle metodologie, alle esperienze, alle procedure, al ‘fare’ proprio di ogni campo disciplinare finendo così per sospingere la pratica in secondo piano. I saperi vengono compattati e formalizzati supponendo che siano più facili trasmettere, e, con operazioni disidratanti che fanno perdere moltissime sostanze nutrienti, si ottengono pacchetti ordinati e compressi ma poco interessanti.
Provo, per punti, a segnalare alcune operazioni che possono venire in aiuto nello studio.

Metacognitive facilities

  • Stendere un piano di lavoro (un micro piano di lavoro: prendere un foglietto di carta – funziona anche una app per prendere appunti – e ragionare di quello che va fatto e dei passi per farlo, facendo uno sforzo per prefigurare le connessioni, le precedenze, gli incastri e gli esiti). Cosa va fatto, come, cosa prima e cosa dopo…
  • Man mano che si procede si cancella ciò che si è fatto e così si vede lo stato di avanzamento del lavoro, se intervengono attività segnarle, se si svolgono attività non previste, segnarle e cancellarle.
  • Prof, mi spiega come fa lei a fare quello che mi chiede di fare? [per favore, non si limiti a dirmi di farlo, mi faccia vedere come fa lei!]“.
  • Prestare attenzione alle proprie difficoltà e provare a de/scriverle.
  • Chiedere, cercare e darsi dei feedback.
  • Riflettere sulla propria esperienza, su come si fanno le cose, sulle difficoltà che si incontrano, sulle aspettative e sui disappunti, e sulle fatiche.

Learning facilities

  • Prendere appunti (non è facile, ma si può imparare).
  • Tornare indietro e ripassare.
  • Iper-riassumere (titolare, o se si preferisce evidenziare le parole chiave).
  • Compiti a casa: prima (ri)leggere le spiegazioni teoriche poi fare gli esercizi.

Practical facilities

  • Usare i dizionari e scrivere sul bordo interno le lettere (non disdegnare ma non affidarsi alle sole app-dizionario, va infatti considerato che poi in classe l’uso non è consentito).
  • Usare sempre un quaderno (o fogli) di brutta.
  • Fare una cosa alla volta, ma non fare una sola cosa nell’unità temporale di studio.

Setting facilities

  • Cercare un ambiente tranquillo (per parte mia suggerisco la biblioteca, ma anche lì ci sono spazi e spazi). Se possibile uno spazio deputato allo studio e al raccoglimento (la biblioteca è il top perché permette di concertarsi ma anche di fare pause).
  • Lavorare in ambienti con altre persone motivate e concentrate, il clima sociale influisce sulle performance e sulle capacità di apprendimento (se si vuole/deve studiare è vitale evitare il più possibile il contatto con persone scazzate e perditempo).
  • Trovare qualcuno con cui fare le cose, sperimentando e affinando l’aiuto reciproco.

Unexplainable facilities

  • Fare i compiti vestiti, meglio con le scarpe! (Esagero? Prevale il super-io? O si tratta piuttosto di mettere in coerenza quello che si deve fare con tutto il proprio essere?).
  • Trovare un aggancio, un interruttore rituale, che faccia entrare nella dimensione di studio. Per me funziona un caffè macchiato o aprire un libro e iniziare a leggere…

Riferimenti

Mentre scrivevo questo post (morso dopo morso) ho considerato:
– Cisotto L., Didattica del testo. Processi e competenze, Carocci, 2006 (in particolare il capitolo 6).
– Khan S., La scuola in rete. Reinventare l’istruzione nella società globale, Corbaccio, 2013 (2012).
– Sennett R., Insieme. Rituali, piaceri, politiche della collaborazione, Feltrinelli, 2012 (2012).

Warning

La truccologia è campo di intervento a torto svalutato, potremmo considerarla uno spazio di ricerca trasversale a molte vie, con uno statuto scientifico costitutivamente debole. O anche una riflessione a finalità pratica sulle prassi, che vede la concettualizzazione come passaggio intermedio e l’azione come orizzonte aperto.
Nel post verranno presentanti alcuni trucchi, anche configgenti, che di per sé altro non sono altro che indicazioni da provare, ipotesi da approfondire.
La truccologia ha un fondamento euristico; è una quasiscienza esigente, alla ricerca disconferme per farne occasioni di ripensamento e di nuovo apprendimento.

2014-06-21 17.28.34

3 comments on “Studiare riducendo la fatica (#truccologie)

  1. Anonymous
    21 June 2014

    Alcuni spunti interessanti!

    • Mainograz
      22 June 2014

      Grazie!

      • Anonymous
        23 June 2014

        ansie di padre?
        “accidenti a queste scuole che non sanno insegnare…………
        va bè dai … io di solito faccio così ….. ma ci sono anche altri modi….”

        ma la fatica resta! sennò che conquista è?

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