Mainograz

Pensieri, esplorazioni, ipotesi. Un confine incerto tra personale e professionale.

Scritture verticali assertive

IMG_20151224_143441
Eccoci di nuovo nel campo delle scritture organizzative.
Cosa ci dice il cartello nella foto? Nella sua essenzialità intimativa merita un’analisi puntuale.
Intanto collochiamolo nel contesto. Siamo in un corridoio di una ASL lombarda. Lungo il corridoio si alternano uffici di figure responsabili, uffici amministrativi (come quello fotografato), una sala riunione, uffici di medicina legale, uffici veterinari, studi per visite mediche. Le porte sono numerate: stanze con funzioni differenti si susseguono.
Uscendo dall’ascensore non ci sono indicazioni e non ci sono display informativi. La prenotazione che ho in mano indica il piano, ma non la stanza. Sono in una specie di atrio e non so dove andare. Di fronte due porte aperte, mi avvicino, nessuno mi rivolge l’attenzione e io non oso chiedere. Sulle porte i numeri crescono in senso antiorario, e vanno verso sinistra. Non so perché ma a me viene spontaneo andare a destra. Trovo lo studio medico che cercavo e mentre aspetto leggo il cartello. Mi chiedo cosa implicitamente racconti dell’organizzazione e di come funzionano le cose. Lo fotografo. E adesso vengo al dunque.
Cosa ci dicono messaggio e supporto in relazione al contesto?
Il cartello è scritto con caratteri maiuscoli e grandi (ma non dà l’idea di essere urlato), infilato in una busta trasparente e fissato con lo scotch. Il testo è essenziale, non un punto, non un accenno di esasperazione. L’impressione è che chi lo ha scritto volesse semplicemente dire quello che ha detto: “Gestione amministrativa non disturbare” (un ottimo esempio di assertività scrittoria: nulla di più di quanto serve, non metamessaggi, non laspus, solo una comunicazione quasi minimalista).
Il supporto – carta comune inserita in una busta trasparente, fissata con nastro adesivo trasparente – rinforza la fermezza: il messaggio è fatto per durare.
Dunque c’è una porta, di norma chiusa (come adesso che nel momento della foto), con un cartello che intima – senza ammettere repliche – di non disturbare. E perché c’è l’esigenza di scrivere un cartello dissuasivo?
L’idea che mi sono fatto è che ancora una volta siamo in presenza di un esempio di auto-organizzazione, una forma di contrasto a un design dei servizi calato dall’alto, non efficacemente progettato. Nei servizi con molti accessi una reception è vitale: per gestire l’accoglienza, orientare l’utenza, dare (e raccogliere) informazioni, proteggere l’operatività. Qui l’orientamento in ingresso manca, e forse manca anche quello in uscita. Gli utenti devono scoprire da sé dove devono andare, procedono a tentoni, aiutandosi reciprocamente, cercando di indovinare, chiedendo dove si apre uno spiraglio. E giustamente chi deve svolgere attività amministrativa si rinserra in uno spazio e lo difende da intrusioni disturbanti.
Se prevale la comunicazione autoreferenziale (la stanza numero 1 è quella riservata alle riunioni, la stanza collettiva), se prevale l’impegno a comunicare la cura per la comunicazione e non a comunicare contenuti informativi utili ai fruitori dei servizi (grandi numeri sulle porte, a cui poi però non corrispondono riferimenti in sede di prenotazione delle visite), se prevale – ancora una volta – la cultura sanitaria sulla cultura sulla cultura del servizio pubblico (nessuno accoglie, nessuna informazioni per non perdersi, nessuna separazione funzionale degli spazi), allora non resta che intimare con fermezza di non disturbare, chiudere la porta e offrire il miglior servizio possibile compatibilmente con le condizioni ambientali nelle quali si opera.

A proposito di scritture organizzative verticali

IMG_20151224_150457

 

Dai, lascia un commento ;-)

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out / Change )

Connecting to %s

Responsabilità 231/2001. Una sfida per la cooperazione sociale

La fatica di scrivere (ebook a 0,99)

Writing Social Lab 2.0 (free ebook)

Le scritture di restituzione (ebook a 1,99)

Formare alla responsabilità sociale (free ebook)

Avvicendamenti (in libreria)

La carta dei servizi (in libreria)

Archives

Mainograz

348 0117845

Mainograz non raccoglie cookies di profilazione

Mainograz è il blog professionale di Graziano Maino, consulente di organizzazioni e network, professionista indipendente (legge 4/2013).

Scopo di questo blog è esprimere il mio punto di vista su questioni che reputo interessanti e discuterne con chi ha piacere di farlo.

Non raccolgo informazioni di profilazione sulle persone che visitano il blog Mainograz.

Tutte le statistiche sulla fruizione del blog Mainograz (ad esempio sulle pagine visitate e sugli argomenti ricercati) mi vengono fornite in forma anonima e aggregata da Wordpress.com.

Anche i commenti possono essere espressi senza dichiarare la propria identità. Mi riservo solo di verificare il contenuto del primo commento, che se accolto, consente poi di commentare liberamente.

Visitors

  • 216,380 visite da dicembre 2009
%d bloggers like this: