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Pensieri, esplorazioni, ipotesi. Un confine incerto tra personale e professionale.

Rilanci dalla presentazione del bilancio sociale 2016 di Sercop

#Confronto

Il bilancio sociale non è solo un documento (cartaceo o digitale) ma  un processo di comunicazione e di interlocuzione. E lo è in particolare per un’azienda pubblica territoriale che risponde della sua mission ai comuni che la costituiscono, agli utenti che fruiscono dei suoi servizi, ai cittadini e agli attori del territorio, a chi opera direttamente alle sue dipendenze, alle organizzazioni alle quali affida la realizzazione di servizi e interventi.
Proprio con l’obiettivo di presentare il bilancio sociale, di contestualizzare, illustrare e discutere i  contenuti Sercop – azienda speciale dei comuni del rhodense per i servizi alla persona, il 30 novembre 2017 ha promosso un momento di presentazione del bilancio sociale 2016 a Villa Burba (Rho, Milano).

La restituzione di quanto attivato e realizzato da Sercop ai soggetti interessati  si è configurata per un verso come un momento di presentazione e di rilettura condivisa, e per altro verso come un’azione di trasparenza volta a mettere in moto nuovi processi di apprendimento e riflessione capaci di tradursi, successivamente, in stimoli da considerare nell’ambito degli indirizzi di sviluppo e dell’operatività dei servizi.

Il seminario di presentazione del bilancio sociale 2016 si è svolto in un alternarsi di voci, ciascuna portatrice di diverse competenze, esperienze e formazioni che proviamo a riepilogare qui in forma sintetica.

#Visione comune

È necessario lavorare alla costruzione di alleanze inedite che consentano di dare risposte innovative a problemi che già appartengono al quotidiano e che contrassegneranno  il futuro.
È pertanto condivisa la necessità dell’attivazione di nuovi servizi coerenti con i bisogni dei cittadini, capaci di inserirsi nel territorio e adattarsi alle risorse umane ed economiche, spesso limitate, che esso mette in campo.
Il valore sociale non può solo essere cercato, deve essere prodotto: le contingenze della contemporaneità richiedono interventi attivi volti generare valore chiedendo alle comunità di reagire per produrre condizioni di  benessere.
Vi sono diverse dinamiche che si configurano come un motore per questo processo: quelle presenti e irreversibili come l’invecchiamento della popolazione, quelle in vorticoso cambiamento che richiedono la presenza di un welfare più agile e rapido (basti pensare all’immigrazione), e dinamiche ambivalenti che si concretizzano nell’autointervento resiliente di riparazione e nella costruzione dei gruppi di auto e mutuo aiuto, che partono dai cittadini stessi.
Avendo responsabilità nel guidare, nel rendere aperte, costruttive e propositive queste dinamiche, i sistemi di welfare locale possono costruire una propria progettualità futura basandosi su una visione di investimento più che di spesa. Prendendo in prestito le teorie economiche (come ha suggerito Stefano Laffi), si tratterà promuovere e prendere parte a giochi a somma positiva, dove tutte le parti sono vincitrici, cioè sono in grado di collaborare per determinare l’incremento dei risultati positivi, giochi (azioni, interventi, progetti, servizi) guidati dalla consapevolezza che sono possibili interazioni e scambi nei quali il guadagno di uno va a discapito dell’altro, e che – per contro – giochi a somma zero alla distanza non sono sostenibili, e neppure equi o coerenti con il concetto stesso di welfare.

#Investire sul futuro

Fondamentale quindi  promuovere continue focalizzazioni e  analisi del futuro – per quanto sia un orizzonte temporale difficile da immaginare – e prendersi cura di potenzialità, di spazi, tempi e saperi .
Perché questi elementi?
– Gli spazi in quanto generatori di incontri, spazi che rendono possibili azioni di trasformazione delle città e delle comunità, azioni condivisibili, usi civici che promuovono cura e gestioni a livello locale.
– Il tempo in quanto giacimento e capitale prezioso di risorse, soprattutto quando si parla di tempo di giovani e di ragazzi, tempo spesso dissipato, tempo che invece può diventare multiforme giacimento di possibilità e di crescita appassionante.
– I saperi: progettare in partnership può aprire nuove letture se i soggetti con competenze diverse ingaggiano collaborazioni capaci di mettere a sistema gli apporti in campo, di leggere con più prospettive la realtà, di estrarre dalle esperienze di ciascuno elementi di conoscenza della realtà, di valorizzarle vicendevolmente come opportunità e non come ostacoli.
– La cooperazione. Servono collaborazioni sagge, adattive, plurali. La cooperazione nasce quando si intravedere  una prospettiva di futuro insieme. La cooperazione fra attori sociali viene circolarmente creata dai momenti di interazione, strutturandosi in reti di sostegno capaci di rendere attuabili le aspirazioni  e  bisogni di un territorio.

#Per continuare

Gli interventi che si sono avvicendati nel corso del seminario di presentazione del bilancio sociale 2016 dimostrano come sia condivisa  la consapevolezza di assicurare ad un tempo servizi di qualità e di investire in innovazione e segnalano come siano in corso interventi per costruire significativi cambiamenti in diversi settori del vivere e del lavorare insieme.

Il progetto di #Oltreiperimetri (Oliviero Motta e Valeria Fossati) ha come obiettivo, appunto, l’andare oltre i confini dell’intervento sociale più tradizionale, trasformando le condizioni di disagio e vulnerabilità che possono colpire la sfera economica, abitativa, lavorativa e familiare tramite la costruzione e l’accompagnamento di alleanze concrete e inedite.
#Palestra del lavoro (Marco Zanisi) risponde all’esigenza di persone con disabilità che necessitano e vogliono un allenamento in preparazione al mondo lavorativo.
#Più tempo per te (Stefano Restelli) ha raccontato l’esperienza positiva (per un’azienda) del progetto promosso da Sercop per sperimentare forme di secondo welfare e conciliazione vita/famiglia-lavoro, creando collaborazioni e convenzioni tra i servizi già disponibili sul territorio, rendendoli di supporto e più facilmente accessibili.
Il #Servizio di educativa integrata territoriale (Roberta Monti) ha restituito un quadro della domanda di interventi di educativa scolastica e domiciliare espressa dal territorio (servizi sociali professionali, famiglie e scuole) e delle risposte personalizzate e flessibili, basate sulla revisione di strumenti pre-esistenti, sulla rivisitazione dei ruoli e sul ripensamento dei percorsi formativi individualizzati.
#Mooves (Ilaria Fusco) è un progetto imprenditoriale pensato dai giovani per i giovani, che lavora per intensificare la rete che collega opportunità lavorative e ragazzi tramite una piattaforma web che pubblica nuovi bandi o mette in risalto occasioni che corrono il rischio di non essere viste. Obiettivo del progetto è di aumentare consapevolezza, proattività e occupabilità giovanile.

La via indicata dai diversi interventi che si sono susseguiti nel corso del seminario è dunque percorribile, a patto di lavorare per valorizzare spazi, tempi, saperi e collaborazioni. Le azioni devono essere guidate da una visione che comprenda come a risorse comuni, condivise e aperte alla cooperazione, seguano scelte comuni, e come questo percorso di azione sia, nella contemporaneità, il più efficace.

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