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Pensieri, esplorazioni, ipotesi. Un confine incerto tra personale e professionale.

Bilancio sociale: un piano di lavoro (1/3)…

Sono di ritorno da due giorni nella città che prende il nome dall’essere (stata) il porto sul fiume Naone.
Due giorni di formazione attiva.
Obiettivo ragionare di bilancio sociale per organizzazioni sociali (imprese, cooperative e associazioni).
Si tratta di segmento formativo che fa parte un master promosso da Euricse di Trento.
Partecipano a questo master 20 persone, molte delle quali hanno responsabilità di direzione e di gestione nelle organizzazioni in cui lavorano.
Riprendo la proposta di lavoro che abbiamo sviluppato.
Commenti, domande, osservazioni, suggerimenti sono ben attesi.

1. Per cominciare

1.1. Presentazioni e attese

  • Chi sono le persone che prendono parte alle giornate di formazione e quali le loro aspettative rispetto al tema proposto?
  • 3 gruppi di lavoro: cooperatori esperti di BS, cooperatori curiosi di BS, non (ancora?) cooperatori: interlocutori che portano un punto di vista sulla cooperazione sociale.

1.2. Proposta di lavoro

  • Mettere a fuoco le diverse idee sul bilancio sociale e i possibili approcci per realizzarlo alla luce delle linee guida regionali e di altre indicazioni disponibili.
  • Utilizzare il tema rendicontazione sociale per considerare i diversi strumenti a disposizione delle organizzazioni sociali, le utilità ricercate e gli effetti collaterali, le concrete possibilità di connessione anche per facilitare la gestione e aumentarne l’impatto, i molteplici modi per lavorarci, in fase di costruzione introdurli e mantenerli operativi.

2. Contesti: pensieri, organizzazione, ambiente

  • Per avviare il lavoro di ideazione e costruzione del bilancio sociale probabilmente si tratta di creare uno spazio che possa accogliere le diverse attività.
  • Si tratta di interrogarsi in quale ‘spazio’ di pensiero, organizzativo e territoriale prende corpo la costruzione del bilancio sociale.
  • Si tratta anche di tenere conto che il bilancio sociale è il frutto del lavoro di diversi soggetti che gli attribuiscono un significato che contribuisce a determinarne lo sviluppo.

2.1. Metafore a proposito del bilancio sociale

  • Quali sono le rappresentazioni che abbiamo in mente, quali le pre-comprensioni che ci orientano nell’avviare (o nel ripensare) la produzione del bilancio sociale?
  • Perchè non intraprendere una veloce ricognizione – servendosi di metafore – sulle idee che le persone presenti hanno in mente per descrivere il bilancio sociale?

2.2. Cosa ne pensa l’organizzazione?

  • Cosa rappresenta per imprese e sistemi di imprese sociali la pratica del bilancio sociale oggi?
  • Dal punto di vista dell’organizzazione della quale facciamo parte o nella quale siamo professionalmente impegnati, a quali domande il bilancio sociale prova a rispondere?
  • Quali sono le esigenza della specifica impresa sociale che ci ingaggia, ci chiede, ci incarica di lavorare alla redazione del bilancio sociale?

2.3. Chi, nel proprio contesto, chiede il bilancio sociale? A chi (e per cosa) potrebbe essere utile?

  • Cosa accade nell’ambiente in cui operano le organizzazioni sociali?
  • In tema di rendicontazione a quali sollecitazioni è opportuno prestare attenzione? Quali condizioni locali, territoriali, nazionali spingono a mettere in agenda pratiche di valutazione e rendicontazione sociale? Quali sono le domande fondamentali che motivano le diverse linee guida che sono, negli anni recenti, state prodotte? Quali i compiti assegnabili a valutazioni e comunicazioni sociali nei servizi, nelle organizzazioni, nei territori?
  • La attuale fase, di cui in parte siamo spettatori e in parte co-autori, ha qualcosa da indicare a chi ha la responsabilità di dirigere e governare le imprese sociali?

2.4. Soggetti

  • Se è essenziale interrogarsi sulle esigenze organizzative e sulle richieste e sulle pressioni del contesto, è altrettanto importante specificare chi chiede il bilancio sociale? Chi sono gli attori, gli interlocutori in gioco? E in che modo prendono parte al lavoro di produzione del rendiconto sociale? Chi ne sono committenti? Quali autorità si assumono il compito di redigerlo ed usarlo? A chi viene affidato il lavoro di ideazione, progettazione, elaborazione e stesura dei testi che lo compongono?
  • A chi è destinato?
  • E poiché diverse linee guida (e fra queste le linee guida per l’impresa sociale del 24 gennaio 2008 e le linee guida emanate dalla Regione Friuli Venezia Giulia) insistono sul coinvolgimento di soci, lavoratori, utenti, potrebbe essere opportuno trovare una modalità – anche semplice – per sondare le aspettative di chi fa parte, di è impegnato professionalmente nell’organizzazione, di chi accede ai suoi servizi, e in particolare di chi ha responsabilità di governo dell’organizzazione. Soggetti diversi, gruppi o équipe di lavoro, organi di coordinamento o decisionali. Potrebbe essere sufficiente un rapido passaggio, a cura del gruppo di lavoro impegnato nella progettazione e nella elaborazione, per raccogliere impressioni, commenti, indicazioni.
  • In ogni caso il punto di vista dei soggetti in gioco non andrebbe trascurato. Per non cogliere il rischio di investire in un prodotto più autocelebrativo che non di rendiconto.

1/3 segue…

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This entry was posted on 14 June 2010 by in Bilancio sociale.

Responsabilità 231/2001. Una sfida per la cooperazione sociale

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