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Pensieri, esplorazioni, ipotesi. Un confine incerto tra personale e professionale.

Rendere visibile il lavoro sociale

Cosa producono i servizi sociali, i servizi assistenziali, socio-sanitari o educativi? Che risultati promuovono con il loro lavoro?

Il laboratorio di formazione-intervento si propone di sviluppare competenze comunicative utili nella pratica professionale per documentare le esperienze e i risultati del lavoro prodotto da organizzazioni sociali pubbliche e private.

Il tema e le questioni

A volte il lavoro sociale si percepisce poco, lo si vede appena. Capita che qualcuno chieda cosa producono i servizi alla persona. Si avverte che sfugge il senso e la rilevanza di quello che nei servizi viene fatto.

Anche a chi ci lavora può chiedersi chi riconosce i problemi, chi apprezza i risultati, chi considera il valore del lavoro sociale e ne promuove lo sviluppo

Ragionare sull’esigenza di dare visibilità agli interventi sociali in campo assistenziale e socio-sanitario, sociale ed educativo significa domandarsi cosa si intende portare alla luce, mostrare, rendere riconoscibile. Il lavoro e le sue complessità? Gli esiti che motivano buona parte dell’investimento e della fatica? I problemi e le difficoltà di tante persone?

In effetti, non solo la ricerca di riconoscimento professionale, ma anche le questioni e le difficoltà che ogni giorno i servizi sono chiamati ad affrontare, possono indurre a sollecitare attenzione e considerazione. Forse è proprio segnalando i problemi che si dà valore al lavoro sociale e si produce riconoscimento e valorizzazione per le professioni e i gruppi di lavoro impegnati sul campo.

In ogni caso intenzioni diverse inducono a mettere in primo piano alcune questioni e non altre, portano a rivolgersi a destinatari particolari, a utilizzare strategie e modalità di comunicazione differenti.

Quali forme, quali strumenti, quali accortezze per comunicare il lavoro del servizio di assistenza sociale in organizzazioni grandi e articolate? Quali opportunità per suscitare attenzioni non episodiche possono adottare piccole organizzazioni? Quali concrete vie per consolidare il riconoscimento e la fiducia verso chi si occupa persone in difficoltà, con disabilità, anziane, o anche bambini e adolescenti?

Forse per dire efficacemente cosa fanno le assistenti sociali, le figure educative o le figure che si prendono cura e accudiscono persone che non possono fare da sole, è necessario considerare l’immaginario collettivo culturale e le rappresentazioni sociali che circolano nelle (e intorno alle) organizzazioni di lavoro attive nel campo del disagio e della fragilità. Non si comunica, infatti, in assenza di rappresentazioni sociali che istituiscono una capacità di comprensione, a interlocutori che non abbiano una qualche idea preesistente sui compiti, sull’azione e sugli esiti di tanti e diversi interventi sociali. Sembra dunque necessario non solo considerare quali forme, strumenti, accortezze comunicative utilizzare, ma chi sono i destinatari dei messaggi che vogliamo mandare, quali disponibilità e conoscenze accoglieranno le informazioni che verranno loro rivolte.

Questi primi accenni vogliono segnalare la complessità del tema in generale. Una complessità che può essere esaminata osservando il contesto di azione, collocandosi nelle situazioni di lavoro, evitando generalizzazioni, identificando così non solo elementi di conoscenza e di comprensione, ma anche possibili azioni da mettere in campo, azioni che possano essere efficaci.

Obiettivi della formazione-intervento

Per dare un’idea del percorso di formazione-intervento si potrebbero immaginare cinque giornate, da realizzarsi presso l’organizzazione che promuove la formazione, o itineranti nel caso in cui più organizzazioni uniscano le forze per realizzare il progetto. Le mattine potrebbero venire dedicate ai temi proposti e al confronto professionale fra i partecipanti, mentre i pomeriggi potrebbero essere dedicati alla scrittura collettiva sul tema scelto dai partecipanti.

Quali i possibili obiettivi formativi?

  • Un primo obiettivo è confrontare le esperienze delle persone che partecipano e riconsiderare le soluzioni sviluppate nell’operatività concreta.
  • Un secondo obiettivo è far interagire domande e acquisizioni che scaturiscono dalle pratiche di lavoro con quadri concettuali e teorici sulle forme di comunicazione che mirano a dare visibilità al lavoro sociale.
  • Un terzo obiettivo è identificare le competenze necessarie per comunicare formalmente e informalmente, attraverso gli strumenti esistenti e provando ad introdurne di nuovi.
  • Un quarto obiettivo è di sviluppare una riflessione che possa essere resa visibile. La proposta al gruppo dei partecipanti è quella sviluppare insieme su un tema da concordare una proposta di lavoro da portare nelle organizzazioni di provenienza o un testo che possa essere eventualmente sottoposto ad una rivista di settore.

Possibili argomenti

Pur prefigurando una formazione su misura che necessariamente richiederà di concordare con i committenti e con i partecipanti gli argomenti da approfondire, segnaliamo alcuni argomenti che potranno venire trattati.

  • Interlocutori e strumenti di comunicazione.
  • Visibilizzarsi nelle relazioni informali e vis-a-vis.
  • Quando la comunicazione non comunica solo contenuti ma colloca nelle relazioni: il caso delle e-mail e delle FAQ.
  • Esserci attraverso le opportunità che l’organizzazione offre: dagli strumenti di comunicazione, agli strumenti di gestione del funzionamento dell’organizzazione.
  • Valutare (non da soli) per farsi conoscere e costruire alleanze che consolidino il valore al proprio lavoro.
  • Esplorare la relazione fra mission professionale e mission istituzionale, alla ricerca di elementi di connessione.

Nella prospettiva della formazione-intervento, gli incontri si propongono di far interagire le esperienze dei partecipanti con quadri concettuali formalizzati. L’obiettivo è realizzare un percorso di confronto riflessivo sulle pratiche professionali delle persone che prendono parte al percorso, considerare gli apporti teorici disponibili, sviluppare spunti o materiali utili nelle realtà organizzative di provenienza. Il gruppo di lavoro potrà concordare un lavoro di scrittura collettiva, con l’obiettivo di produrre un documento su un tema individuato.

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