Mainograz

Pensieri, esplorazioni, ipotesi. Un confine incerto tra personale e professionale.

Crisi, reazioni, uscite #psicosociologia

Crisi

Nella crisi le persone (e le organizzazioni) sperimentano sentimenti di incertezza molto ampi. Più della normale incertezza che fa parte della quotidianità routinaria. A volte l’incertezza può essere percepita come insicurezza che investe a capacità di agire, di fare delle scelte o essere avvertita come minaccia. Nella crisi i riferimenti consueti non sono saldi, sembrano piuttosto sgretolarsi.

La crisi può essere percepita come condizione soggettiva, individuale, personale (tre diverse condizioni che possono investire il singolo) e come condizione oggettiva, propria del contesto, delle relazioni, dei sistemi quando perdono l’interconnessione. Non è solo un malessere personale o del gruppo, ma è una condizione che appare come uno stato, una caratteristica del mondo.

Una crisi che mina radicalmente la sicurezza è la sensazione di non poter far conto sugli altri.

Quando si è in crisi si fatica a pensare. La sensazione è quella di essere travolti. Se fosse possibile poter pensare la crisi, già il senso di oppressione sarebbe minore, e qualche possibilità, un leggero sollievo, si affaccerebbe. La crisi è la fatica di pensare. Il disorientamento di fronte a ciò che accade, difficile da ricondurre a quadri esplicativi e interpretativi, la sensazione che manchino i mezzi concettuali e le energie emotive per far fronte a cambiamenti che sembrano destabilizzare. Come pensare l’impossibilità di pensare?

Reazioni…

Alla crisi si può reagire in molti modi. Tacendola, negandola, affrontandola… Un effetto da considerare è come la reazione di esplorazione a tutto campo alla ricerca di possibili soluzioni può amplificare e alimentare le percezioni di essere in uno stato di crisi. Si tende a prendere in esame quello che succede, ad attivarsi, a fare ipotesi, a cercare di capire: si mette in campo una forte attivazione. La confusione sale, le variabili messe in movimento si moltiplicano, la confusione si fa ancora più confusa. E la sensazione, la percezione di crisi diventa ancora più tangibile. Attivarsi, divincolarsi, lottare, strenuamente mobilitarsi può non essere l’azione più saggia.

Uscire dalla crisi?

Conviene non enfatizzare (o non parlare della) crisi per contenerne gli effetti? Vale la pena comportarsi come se non esistesse? O è opportuno annunciarne trionfalmente la fine (e quindi implicarla), dandola per superata?

Dai, lascia un commento ;-)

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out / Change )

Connecting to %s

Information

This entry was posted on 22 March 2010 by in Psicosociologia.

Responsabilità 231/2001. Una sfida per la cooperazione sociale

La fatica di scrivere (ebook a 0,99)

Writing Social Lab 2.0 (free ebook)

Le scritture di restituzione (ebook a 1,99)

Formare alla responsabilità sociale (free ebook)

Avvicendamenti (in libreria)

La carta dei servizi (in libreria)

Archives

Mainograz

Mainograz non raccoglie cookies di profilazione

Mainograz è il blog professionale di Graziano Maino, consulente di organizzazioni e network, professionista indipendente (legge 4/2013).

Scopo di questo blog è esprimere il mio punto di vista su questioni che reputo interessanti e discuterne con chi ha piacere di farlo.

Non raccolgo informazioni di profilazione sulle persone che visitano il blog Mainograz.

Tutte le statistiche sulla fruizione del blog Mainograz (ad esempio sulle pagine visitate e sugli argomenti ricercati) mi vengono fornite in forma anonima e aggregata da Wordpress.com.

Anche i commenti possono essere espressi senza dichiarare la propria identità. Mi riservo solo di verificare il contenuto del primo commento, che se accolto, consente poi di commentare liberamente.

Visitors

  • 232,497 visite da dicembre 2009
%d bloggers like this: