Mainograz

Pensieri, esplorazioni, ipotesi. Un confine incerto tra personale e professionale.

How to co-sign posts?

Ho cercato in Google e in WordPress ‘co-signed’ (co-firmato). Non trovato risultati apprezzabili che rispondano alla mia domanda. Come co-firmare un post? Certo il problema (se di problema si tratta) è risolvibile mettendo in fondo al post i nomi dei sottoscrittori (due o più che siano). Ma la soluzione non è piena e propria.
Si tratta di un’esigenza che a volte mi capita di avvertire anche nell’uso dell’e-mail. Ci sarebbero e-mail che necessiterebbero di poter avere un doppio temporaneo account connesso (col-legato). Come se sulla copertina di un libro ci fosse il doppio nome, come se una lettera avesse una doppia intestazione (non solo una doppia firma). Tutto ciò nello spazio fisico avviene. Nello spazio virtuale le identità sembrano (apparentemente) molto solide (o meglio assolutamente individuali). A volte non si è certi delle identità, ma non sembrano ammesse (almeno sotto il profilo tecnico, requisito senza il quale la dimensione virtuale non esisterebbe) identità duali. Se, poniamo, con un/a collega scrivessimo un post e volessimo attribuirlo ad entrambi, sul piano tecnico come potremmo fare? Se mandassimo una mail ad un gruppo di lavoro e volessimo co-firmarla, come potremmo – tecnicamente – segnalare un doppio e connesso account?

Questo è un problema socio-tecnico. Come possiamo costruire sodalizi a due, a tre, a quattro o più? Il nome collettivo naturalmente non è un problema. Come in un blog non sono un problema le connessioni ad altri siti, blog, social network. E non è neppure impossibile raggruppare sotto un ‘sovra-blog’ un insieme di blog… Quello che mi fa pensare è che se una soluzione non è già disponibile ciò significa non c’è un’esigenza, non c’è domanda.
I blog ammettono (desiderano) commenti. Ma se due blogger desiderassero scrivere a quattro mani un post e lanciarlo sui rispettivi blog? E se due autori/trici attivi su un medesimo blog desiderassero pubblicare insieme un articolo? La mancanza della possibilità non induce certo forme di collaborazione, di scrittura collaborativa. E perché mai questa oportunità non è disponibile? Sulle riviste, nei giornali, seppure non frequentissime, le doppie attribuzioni sono presenti. Detto altrimenti la varietà di presenze in internet non è completamente sovrapponibile a quelle della carta stampata.

Qualcuno si chiederà che senso ha porsi questa questione. Già appunto, perché per me è una questione? Provo a esplicitarlo (a me in primo luogo). Prendiamo Mainograz’s blog. Sostanziamente io scrivo gli articoli e di tanto in tanto qualcuno/a lascia un commento (always welcome, wished, struggled). Certo potrei ospitare altri autori/trici (ci sto pensando). Ma se desiderassi ospitare un collega che cura un blog e insieme scrivere un post a quattro mani, come potrei fare? Insomma si ammettono partecipazioni o presenze individuali, ma la tecnologia attuale non permette una sorta di… co-signed post.

Aggiungo: questo post viene pubblicato anche su Setteminuti, ma per farlo devo ‘materialmente’ pubblicare questo post su Mainograz e su Setteminuti con due distinte operazioni. E ciò apre un secondo problema socio-tecnico (e di nuovo metto le mani avanti dichiarando la mia ignoranza: l’esigenza che manifesto è presumibile abbia già una soluzione e semplicemente non lo solo, devo quindi segnalare un mio difetto di informazione): come posso co-pubblicare un post? Certo ci sono molteplici sistemi indicizzazione che rilanciano la pubblicazione e al rendono rintracciabile, ma di fatto riecheggiano. Non si può dire che l’articolo sia contemporaneamente su due post.

Questi due esempi (leggibili anche come esigenze o personali richieste di aiuto, o almeno di indicazioni per migliorare le mie conoscenze tecno-comunicative) segnalano quello che a mio modo di vedere costituisce un problema.

Come co-agire nella società conservando le individualità visibili e segnalando un sodalizio, anche temporaneo? Nella letteratura popolare possiamo indicare due esempi – ma ce ne sono certamente altri -: Ellery Queen, il famoso scrittore di gialli erano… due cugini (qui ritroviamo il nome collettivo, chi conosce o ricorda il nome dei due cugini?). Fruttero & Lucentini redattori e autori torinesi, erano due amici. Nel primo caso un come detto un nome collettivo, nel secondo due nomi a fare un collettivo.

E questa esigenza esiste nel mondo fisico? Forse sì, se interpreto correttamente quanto il diritto prevede a proposito di associazioni temporanee di impresa o di scopo (ATI o ATS). Le imprese possono costituire una terza impresa, temporanea, con un obiettivo di impresa definita. Se l’opportunità ci fosse anche nel web 2.0 forse si determinerebbero ulteriori forme di connessione, di collaborazione, di identità(?).

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This entry was posted on 1 August 2010 by in Generale and tagged , , , , , , , .

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