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Pensieri, esplorazioni, ipotesi. Un confine incerto tra personale e professionale.

Astronomia e avvicendamenti

disegno di Jakod 011

Astronomia e…
Luisa Vezzani, una cara amica che lavora nella Biblioteca Civica di Cologno Monzese, mi ha suggerito un libro. Il libro è scritto da un astronomo, racconta una specie di fiaba per grandi (così mi ha detto prestandomelo). Una fiaba illustrata (ma poi non sono vere e proprie illustrazioni). Tre cose che per le quali non ho particolare interesse. L’astronomia non mi appassiona. Le fiabe si possono leggere, purché brevi. I libri illustrati li guardo qualche volta con i miei bambini. Però penso che “al proprio destino nessuno gli sfugge” e così, se le cose ti vengono incontro, non puoi che assoggettarti. Per la verità ho letto da qualche parte che forse questo è un buon modo per affrontare la complessità della vita. Basta piani d’azione ben equilibrati che poi non si realizzano!
Lasciamo che le cose ci vengano in visita.

Il libro
Brian Greene, Icaro ai confini del tempo, Codice edizioni, Torino, 2008.
Un viaggio nel cosmo per raggiungere un altro pianeta che ospita la vita.
Icaro non dà retta al padre e tutto è perduto.
Fiaba letta.
Missione compiuta.

Avvicendamenti e…
Il mito (una fiaba per grandi?) di Icaro coglie un tema che mi interessa per lavoro (in due sensi): il tema è quello degli avvicendamenti generazionali nelle organizzazioni (tema peraltro oggetto anche di discorsi in campo politico).

Nel mito classico, Dedalo è l’inventore che ha progettato e costruito il labirinto sull’isola di Creta. Imprigionato da Minosse nel labirinto, per fuggire costruisce per sé e per il figlio Icaro due paia d’ali leggere (piume legate da cera d’api). Dedalo mette in guardia Icaro dal non volare troppo in basso perché l’umidità del mare appesantisce le ali impedendo di volare, né troppo in alto per non correre il rischio che la cera sia sciolta dal sole. Icaro non ascolta. Tenta di avvicinare il carro del sole e precipita.

Anche nella reinterpretazione del mito che Greene propone, Icaro non ascolta le indicazioni del padre. In entrambi i casi il progetto personale è così persuasivo e pervasivo che non c’è spazio per gli avveduti consigli dei genitori. L’intraprendenza dei figli si impone sulla prudenza assennata dei padri. Non c’è ascolto. E se nel mito classico l’esito è tragico, nel mito futurista l’esito è forse meno drastico.
In entrambe le narrazioni:

  • la trasgressione dei figli reca un distacco struggente;
  • si impone l’irreversibilità del tempo;
  • rispetto ai figli, i padri si presentano non tanto come più saggi, quando come soggetti che dispongono di maggiori conoscenze che sanno meglio combinare, cioè come più esperti;
  • eppure sembrano padri che conoscono poco i loro figli;
  • nei due racconti centrale è il momento delle transizione, quello che solo a posteririo può essere definito come il passaggio chiave dell’avvicendamento generazionale dall’esito avverso.

Padri e figli
Quello degli avvicendamenti generazionali è un tema delicato e complesso. Quando si propone a leader o dirigenti di lavorarci manifestano interesse e poi… distanziamento. Il tema costringe a ragionare sul ‘dopo di noi’, e sul prendersi cura del futuro delle organizzazioni nel presente, sapendo che quel futuro dipende e non dipende dalle scelte che si possono operare.
Il tema pone la questione dell’immaginare assetti mutati e quindi riorganizzazioni rispetto alle configurazioni attuali. Ma ha senso immaginare – pre-disporre – il futuro? Le cose non saranno necessariamente diverse? E se si assume che il futuro è solo lontanamente disegnabile, non è forse opportuno lavorare nel presente per creare condizioni di autonomia, di competenza, di responsabilità? Che effetti ha tutto ciò sull’autorità (e sul potere) dei ‘padri’?

Forse Dedalo avrebbe dovuto tenere in maggior conto l’impulsiva e irrefrenabile curiosità di Icaro. Forse nel racconto di Greene il padre, che pure sembra condividere molto con il figlio (siedono fianco a fianco ai loro posti) è come se sottovalutasse la voglia di esplorare il mondo che Icaro astronauta manifesta. Mi rendo conto che considero maggiormente il ruolo dei padri rispetto ai figli, che guardo le cose dal punto di vista dei padri. Ma perché questi padri mancano dell’attenzione necessaria? I miti parlano dei figli o dei padri? E cosa della relazione vogliono sottolineare?

PS
La biblioteca di Cologno ha acquistato due copie del libro di Brian Greene.
Il libro si legge in una ventina di minuti.
Il libro può essere preso in prestito anche chiedendolo direttamente alle altre biblioteche del Sistema Nord-Est Milano: Brugherio, Bussero, Carugate, Cassina de’ Pecchi, Cernusco sul Naviglio, Vimodrone.
Riconsegno la copia che ho preso in prestito domani.
La segnatura è NRR GRE ICA.

One comment on “Astronomia e avvicendamenti

  1. mainograz
    17 September 2010

    Inserisco un commento al post.
    Rileggendolo mi viene un pensiero fin banale: gli avvicendamenti possono anche fallire.
    Il secondo pensiero (decisamente personale) è che questo post è il primo con un disegno di Jakod011 (che poi è il nickname di mio figlio Giacomo). Viene quasi da riprendere il testo in chiave di riflessione su di sé… Quando l’ho scritto mancavano 10 giorni all’inizio della prima media. E a volte mi sembra che i più scombussolati, in ansia, e anche un po’ increduli che i figli crescano siamo proprio noi (mia moglie e io). Mah…

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