Mainograz

Pensieri, esplorazioni, ipotesi. Un confine incerto tra personale e professionale.

Sì, sono sempre io!

Max Weber nel 1984 (foto da Wikipedia)

Sono sempre io!

Sono sempre io.
È vero l’identità è slittamento, smemorattezza, rivolgimento, evoluzione, incespicamento, regressione, invenzione.

Ma sono sempre io!
I miei dati anagrafici non sono cambiati.
Ferma nella bufera la mia partita iva.
Salda (nell’andare e venire delle questioni di coppia) la residenza.
Tutto cambia, ma nulla è mutato.

Sì, ma per iscriversi a un convegno a cui ho partecipato 11 volte su 13 a partire dal 1998 mi chiedono di compilare una scheda.
La scheda è scritta in word (non si potrebbe aggiungere un modulo al sito per l’iscrizione telematica?)
Poi compilato il file, per apporre la firma lo devo stampare, indi inviarlo via fax.
Ma – numi tutelari degli antenati – chi ce l’ha un fax?
Chi ha un fax e mi lascia fare un fax?
Cos’è un fax?

Ricordo, per quelli dell’età di mezzo, che fu il movimento universitario della Pantera (1989-1990) a sdoganare il fax.
Durò un autunno, arrivo internet e i fax sparirono.
Punto.

Oggi vogliono una scheda con tutti i miei dati, la vogliono compilata in word e spedita via fax, la stessa scheda dell’anno scorso.

Ah, se mi chiedessero se qualche dato è mutato…
Ah, se mi mandassero una scheda precompilata da firmare (visto che sono schedato)…
Ah, se potessi pagare con la carta di credito via internet… e nulla più.
Sospetto che tutte le schede cartacee che riceveranno non serviranno a nulla!
Chi ha il tempo di reimmettere i dati in un archivio informatico?

Aggiungo che l’elemento di irritazione è la logica burocratica pervasiva (pubblico o privato non c’è differenza, a Weber piacendo).

Per ogni incarico di lavoro devo compilare una scheda.
Non possono mandare una scheda tipo perché devo rispettare il format (quasi, ma non uguale, dei diversi clienti).
I dati sono sempre gli stessi, ma nessuna organizzazione (nessun ufficio amministrativo) accetta una scheda standard.

L’ho preparata per bene, con tutte le caselle ordinate (assurdo perché nessuno userà mai un lettore ottico).
Ho pensato, la preparo bene, così dopo risparmio tempo, ce l’ho già pronta e la invio al volo.
No.
Nessuno la accetta.

E quindi, nel mezzo delle bufere della vita, con gli equilibrismi noti lavoratore-cittadino-figlio-papà-marito (nell’ordine inverso, si intende) mi trovo a compilare queste inutili schede ISO oriented…

Di più, se chiedo un’iscrizione collettiva a nome della società… ciascuna delle persone deve compilare individualmente una scheda, firmarla e inviarla.

Vorrei inviare il mio Gravatar e basta!
E per compilare la scheda ci metto più tempo che scrivere un post leggermente irritato
;-)

4 comments on “Sì, sono sempre io!

  1. Alberto Ponza
    29 September 2011

    Un pò come quando si cerca occupazione: lavoro certosino nel compilare il Cv europeo, perdita di pazienza nel reinserire gli stessi dati per la documentazione interna dell’azienda.

    E’ una forma primordiale di esternalizzazione: prima di assumerti vogliamo vedere se sei disposto a lavorare gratis…perchè pagare qualcuno che inserisca i dati nel nostro database?

    Nella mia breve esperienza nell’ambito delle HR ho avuto il piacere di assistere ad una persona che si è placidamente rifiutata di farlo: scarsa motivazione?

    ;-)

  2. annarita minelli
    29 September 2011

    Sei grande Maino ! Io, dall’alto dei miei settanta passati a sopportare tutto questo sono stanca, rassegnata, inerme, passiva e spero nelle nuove generazioni, quelle che so piene di energie, quelle che se gli racconti le cose giuste sono capaci di rivoltarti il mondo come un calzino ! Sarà !?

  3. vittorio
    28 September 2011

    è che ad un certo punto le cose hanno preso possesso dell’orizzonte. Si sono messe lì e non ci fanno vedere un po’ più in là. e poi non sono state più cose, ma ripetizioni di cose. e poi contenitori di cose, vuoti, e fabbriche di contenitori di cose ripetute sono apparsi dappertutto e nessuno sapeva più nè cosa è un’orizzonte, nè quanto pesa una cosa.
    Leggendo il tuo irritato e ragionevole post, mi è venuto in mente quanto tutte le cose che dici abbiano uno sfondo paranoico, per cui i gesti compiuti (e richiesti) non hanno un valore oggettivo e reale rispetto all’obiettivo che si vuol raggiungere, ma servono soltanto a sedare un po’ l’ansia e l’insicurezza, attraverso la fede incomprensibilmente cieca nella razionalità processuale.
    da forse maggiore certezza un fax rispetto ad una mail? sono più sicuri che Mainograziano arrivi davvero dopo un fax?
    ed un sistema come quello ISO, che è così facilmente falsificabile (e diciamo dai!!), può avere un valore d’efficacia? se io in un paio di giorni posso riprodurre tutta le documentazione di un anno, quale utilità può avere un sistema di questo tipo, se non il disciplinare la mia quotidianità?
    è quest’ansia che pervade e sbuffa attraverso i nostri corpi ed i processi disciplinari. ed è lei che mi preoccupa, più di ogni azione ripetuta ed inutile. perchè può portare a fare qualsiasi cosa.

    (che finale apocalittico!!)

    v

  4. angelo
    28 September 2011

    e si portroppo siamo in italia, ma con tutto quello che spendiamo nel mantenere i parassiti del governo no ci arriviamo, neanche col nanerottolo che per lui è tutto on.line /anche se non funge

Dai, lascia un commento ;-)

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