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Pensieri, esplorazioni, ipotesi. Un confine incerto tra personale e professionale.

Più che un coworking, un laboratorio aperto… [#PPPNP]

di Marco Cau e Graziano Maino.

Immaginatevi un coworking collocato fuori dalle principali traiettorie di comunicazione, non in una città importante, non in una periferia, non in un capoluogo di provincia, non in una vallata. Insomma un coworking che sta in uno spazio non facile da definire, collocato vicino a una grande città, non lontano da due capoluoghi di provincia, ma non in una periferia e non in una cintura periurbana identificabile…
Ehi, ci sarà qualcuno/a che sta ragionando della collocazione geo-ecosistemica dei coworking?
A proposito delle evoluzioni dei coworking ci siamo ritrovati nei ragionamenti di Maurizio Busacca (qui un suo post e qui un suo articolo), ma a proposito delle relazioni fra contesti e sviluppo siamo alla ricerca di spunti e confronti…
Che per i coworking decollo e sostenibilità nel tempo siano passaggi critici lo stiamo vedendo proprio partecipando a una progettazione ongoing. Proviamo a tratteggiare qui alcuni ragionamenti che vanno emergendo.

Più che un coworking-2

Prospettive, sinergie, rischi nello start-up di un coworking

Se ci si chiede quali possono essere le linee d’azione, date le premesse di contesto, emerge che parlare di coworking è riduttivo. Coworking è un tag temporaneo per approssimare uno spazio/azione che sta mutando e per il quale non disponiamo ancora di un termine che colga e identifichi le caratteristiche. Laboratorio aperto è la soluzione più facile, ma meno efficace.

Se guardiamo al business model (e al business plan) emergono le seguenti coordinate vocazionali, per le quali – lo segnaliamo subito – il rischio è quello dell’affastellamento e dell’interferenza (rischi che potrebbero volgersi in moltiplicazioni e sinergie).

[aggregatore di competenze e di determinazioni]

  • Coworking classico ma anche costudying, spazio di aggregazione per persone interessate ad un ambiente favorevole alla concentrazione, alla interazione, alla condivisione di competenze ed anche alla performatività. Questa linea di sviluppo potrebbe crescere in collaborazione con il sistema bibliotecario del territorio, con l’obiettivo di estenderne le potenzialità e mettere a sistema risorse già presenti. L’obiettivo è raggiungere un livello di presenze tale da riuscire a sostenere interazioni e collaborazioni; un ambiente vivace, insieme al quale promuovere alcune iniziative. Tra le criticità segnaliamo la difficoltà di attirare persone, la gestione della sovrapposizione di presenze, una non semplice sostenibilità economica (da costruire attraverso sinergie e incentivi).

 [nuova imprenditorialità]

  • Incubatore di start-up, immaginando più direzioni. La prima ipotesi è quella di aprire alle idee che si presentano e sostenerle nel loro cercare di prendere forma di impresa. Vi è poi la vocazione del territorio che ha a che fare con l’agricoltura, con la valorizzazione del paesaggio di pianura, con il turismo a fruizione breve; allora un’altra via è quella di promuovere e cercare slanci per start-up che possano operare in queste aree. Una ulteriore opzione è quella di ricercare interlocuzioni con aziende operanti nel contesto e capire quali siano le loro esigenze e le loro disponibilità. Come trovare risorse per questo lavoro? Come mettersi in rapporto con le scuole superiori e con le università per selezionare giovani con idee, interessati a svilupparle in un incubatore per l’innovazione? Chi potrà contribuire ad alimentare le mediazioni e i brokeraggi necessari? Certamente occorre mettere in conto, sul fronte delle neo-imprese, un costo d’avvio contenuto ed emerge quindi l’esigenza (non trascurabile) di aggregare risorse per la gestione dell’incubatore, oltre a quella di un lavoro di esplorazione per la costruzione di  intrecci e opportunità.

[agenzia di sviluppo leggera, al servizio del territorio]

  • Agenzia di progettazione locale. Le risorse e le alleanze non bastano mai! Il coworking laboratorio aperto potrà mettere a disposizione dei diversi comuni del territorio e dei diversi stakeholder le competenze di progettazione interne, con l’obiettivo di aiutare chi è interessato ad ampliare collaborazioni e alleanze, per costruire progetti condivisi e per reperire risorse da fonti differenti.

 [presenza visibile e animativa, aggregatore di iniziative]

  • Spazio di animazione e di sensibilizzazione. La possibilità di essere un luogo attrattivo dove lavorare e studiare con altri, che sostiene l’avvio di nuove imprese, che offre supporti alla progettazione locale dipende anche dalla riconoscibilità e dal capitale di fiducia che può essere messo in campo. Per questo immaginiamo uno spazio aperto al rilancio e alla promozione di iniziative (comunitarie e territoriali) su tematiche diverse nell’ambito dell’innovazione sociale, accomunate dall’esigenza di trovare riconoscimento e supporto: pensiamo alla condivisione di competenze, a momenti di formazione, ad attività di confronto e di approfondimento, a corsi brevi, riunioni, incontri, eventi focalizzati, sia coinvolgendo i cittadini, sia offrendo ospitalità a persone, comunità professionali, organizzazioni, idee ed esperienze che cercano momenti e spazi di rilancio.

[nodo di connessioni locali-sovralocali]

  • Antenna locale uno spazio di coworking per avere una valenza per la comunità locale (anche se non è così semplice circoscrivere con esattezza i confini e le caratteristiche di una comunità) deve alimentare confronti non autoreferenziali favorendo lo scambio con altre esperienze analoghe, contatti e reti nazionali e sovranazionali capaci di mettere in circolo esperienze diverse: dalla tematica dei beni comuni, ai processi di condivisione, alla ricerca sulle innovazioni sociali, agli sviluppi di partnership pubblico-privato-nonprofit, alle interlocuzioni con agenzie di sviluppo locali, con i centri servizio del volontariato, con reti di imprese, con network universitari e di istituti di ricerca. Si tratta di un lavoro per lo sviluppo di intrecci che può generare effetti moltiplicatori, occasioni di conoscenza, scambio di esperienze e competenze,  sperimentazione di interventi di innovazione sociale, rafforzamento e allargamento di reti, costruzione di partenariati, occasioni di rilancio, apertura di opportunità nuove e non ancora prefigurate, aggancio di risorse.

Un laboratorio aperto a più cose insieme: uno spazio nella comunità, che attiva relazioni, che promuove, aggrega e si adatta, che favorisce condivisioni, che propone sperimentando diverse piste e possibilità.
Forse si può ragionare di una piattaforma di opportunità (non solo per la comunità locale), che si muove lungo alcune linee (quelle che abbiamo provato a esplicitare) e che prova a stare in contatto con le novità che vanno sviluppandosi nei diversi territori.

In un prossimo post proveremo a ragionare della struttura per sostenere avvio e operatività di un coworking laboratorio aperto.

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