Le risorse pubbliche vanno contraendosi.
Anche se è da dimostrare che diminuiscano. O che piuttosto, all’esigere del risparmio in un certo ambito, si rendano disponibili risorse per altri ambiti. Magari meno illuminati dai ‘critici’ riflettori televisivi o dalle semplificanti rappresentazioni collettive. Infatti, ad esempio, ci sono sempre meno soldi per le scuole (panem), ma non sempre ci sono meno soldi per l’intrattenimento pubblico (circenses).
In ogni caso al diminuire delle risorse o all’affacciarsi di un numero crescente di richieste, si pone la questione della redistribuzione (questione antica e presente).
Facciamo un caso (non tanto) teorico
Un’amministrazione comunale riceve molteplici richieste da parte delle organizzazioni nonprofit presenti sul suo territorio. Può decidere di rispondere in modi diversi.
Un’amministrazione comunale…
Ricapitolando le possibilità di distribuzione di risorse (o di spazi e strumentazioni) potrebbero essere:
Personalmente trovo la modalità 1 accettabile se accompagnata dalle modalità 2, 4 e 5. Non apprezzo molto la modalità 3. Credo sia da evitare la modalità 6.
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