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Pensieri, esplorazioni, ipotesi. Un confine incerto tra personale e professionale.

Meno si scrive…

Truccologie…
Per rendere un testo meno pesante e più fruibile, si può agire in molti modi.
Eccone alcuni (sollecito altre indicazioni attraverso i commenti:-)

Riassumere
Riassumere è fondamentale. Si procede agendo sul testo che si vuole assottigliare, si conserva l’impianto e si procede togliendo tutto ciò che è possibile. Si tratta di un lavoro di sottrazione, di eliminazione, di aggiustamento, a volte minimale. Via avverbi e aggettivi, via frasi che specificano, articolano e approfondiscono, via ridondanze. E delle sequenze progressive (arrivò, bussò, attese in dubbio se entrare, entrò, si tolse la giacca, diede un colpo di tosse, strascicando i piedi si avvicinò alla sedia, la spostò appena, e si infilò, mettendosi seduto sul bordo…) rimane solo l’inizio, l’esito dell’azione, e una vaga colorazione (si sedette incerto…). Di 200 battute ne rimangono 19; il 90% è stato cassato.

Sintetizzare
Sintetizzare non è sempre facile. Non si tratta di scarnificare come quando si riassume. Si tratta di sostituire con termini che condensano i contenuti del testo. La sintesi afferra i punti chiave, le idee portanti, gli elementi salienti. La sintesi concentra, va al punto, se necessario (in genere) modifica la struttura del testo, ricostruisce con altri materiali. Salva il senso e poco altro.

Ovvio riassumere e sintetizzare sono azioni trasformative, che fanno perdere informazioni e per enfatizzarne alcune. In ogni caso ci impongono di scegliere e prendere posizione. Ma a volte può non bastare.

Separare
Per rendere un testo più comprensibile può essere utile separare le frasi. Isolare i nuclei concettuali aiuta lo sforzo cognitivo: un tutto indifferenziato, un rettangolo scuro su fondo bianco diventa un insieme definito di idee: quante? Tre, quattro, cinque pensieri: se li distinguo posso poi ricollegarli, se non riesco ad estrarli da un tutto che impiglia velcrosamente, come posso ricombinare?

Evidenziare
I grassetti aiutano. I corsivi tendono a scomparire, a confondersi con le citazioni innestate nel testo, a riportare il parlato. Le sottolineature sono in disgrazia, forse perché sopralzano l’autore rispetto al lettore (toccano cioè una relazione di stima presunta piuttosto delicata). E in ogni caso la sottolineatura è usata per segnalare una porta ipertestuale.

Colorare
Se scrivere in internet è diventare immediatamente editori, allora evviva il colori, con il rischio che si portino dietro connotazioni particolari: ce lo dirà il contesto se è meglio un sobrio marrone, un distinto blu, un pugnace rosso, uno scapigliato verde, un allusivo violetto, un fiducioso arancio, un richiamante fucsia o un rischiosissimo verdemare che dà sul puffo.

Titolare
Il titolo, i sottotitoli sono le sintesi per eccellenza: si può riassumere levando e asciugando, si può fare spazio fra un’idea e un’altra, rilevare con un grassetto e agganciare con il colore giusto… ma il titolo arriva sempre prima e porta con sé una chiave interpretativa non facilmente scalzabile.

Elencare
Alla stretta, quando i concetti sono insopprimibili, quando le quantità sono irriducibili, non rimane che il punto elenco. Di origini proletarie, si distingue per economicità, semplicità d’uso, innegabile efficacia. Come il nero va (quasi) con tutto. Si accompagna. Il punto elenco non è esigente, sa stare nei contesti più densi o più leggeri: si accetta un elenco di parole, di verbi… si tollera senza particolare fastidio una sequenza puntuta di frasi: punto e virgola, e punto finale.

Ora, in questo post, ho fatto tutto e tutto quanto insieme, e non è detto che l’effetto sia apprezzabile.
Diciamo che ho preparato un promemoria per me, in vista dell’incontro di domani (e forse un micro messaggio promozionale che metto nella bottiglia e affido alle correnti di internet).

PS

1. Sintetizzare è riscrivere
Ogni lavoro di sintesi, di estrazione, di raccorciamento, di semplificazione (?) non è solo un fatto meccanico (trucco-logico). Semmai è un continuo andirivieni tra la dimensione di senso e le possibilità tecniche disponibili, una continua messa alla prova del risultato.

2. Chi riassumere è generoso
Chi riassume ha in mente il tempo degli altri. Investe del proprio per consentire agli altri di non sprecarlo (di guadagnarlo – se possibile). Sa che il tempo s/fugge implacabile, che è la risorsa più scarsa che abbiamo, costosa e non accumulabile, scarsa per definizione. Chi riassume è prodigo (e astuto).

3. In sintesi
Meno si scrive, più cresce la probabilità di venire letti
.
[Dovrei ricordarmene sempre anch’io;-]

4 comments on “Meno si scrive…

  1. Pingback: Abbiamo bisogno di abstract (#WIS14 – #prendifiatolab) | Mainograz

  2. Giancarlo Ottaviani
    10 May 2011

    Caro Professore.
    Mi ritrovo in pieno nelle cose che hai scritto, le ho/abbiamo sperimentate in questi giorni di scrittura condivisa. Aggiungo che meno si scrive maggiore e’ la probabilita’, almeno statistica, di non scrivere cretinate… Ma qua si entra in un altro capitolo “come saper distillare l’argomento?”

  3. Gaby
    10 May 2011

    grazie per questo post, molto utile!

  4. Anonymous
    10 May 2011

    E’ sempre un piacere leggerti, anche quando scrivi a lungo.
    E confermo che tu sia un’eccezione.

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