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Pensieri, esplorazioni, ipotesi. Un confine incerto tra personale e professionale.

Martina Cecini, ospite della settimana 28/2011

La città, le città

Ci sono alcuni punti di partenza che mi rimandano ad alcune cittá conosciute e amate, e ad altre meno amate. Per esempio: Bologna é una cittá per me bella, importante, consona alla mia misura ed ai miei desideri. Lisbona é una cittá molto amata, mi sono sentita avvolta dalla sua accoglienza nel lontano 1971. Ricordo l’entrata, con la nave, dall’Oceano Atlantico alle 20:30 di sera piena di luci e questa cittá che ti abbraccia e che ti mostra tutta la sua apertura. Milano per esempio é una cittá da me meno amata per motivi piuttosto contingenti ma pur sempre una cittá imponente e bella. Oporto, negli anni bui del tempo della dittatura (‘71-‘73) mi si presentava granitica e oscura e mi dava tristezza quasi fosse la stessa cittá a vigilarmi nelle vie dove c’erano i miliziani ad ogni incrocio. Monza, una cittá signorile e con alcuni angoli davvero gentili e con ricordi indelebili della mia adolescenza e giovinezza. Quelimane una cittá romantica quasi addormentata ma con quella calma che permette l’incontro con le persone e l’accoglienza semplice. Maputo é stata una cittá per me problematica all’inizio ma poi é diventata qualcosa di bello ed importante; cittá pensata 100 anni prima da qualcuno lungimirante ed ora mostra tutta la sua bellezza pur nelle molte contraddizioni.

Una delle cittá che mi é rimasta nel cuore é Gerusalemme. Direi che mi é rimasta negli occhi vista dal Giardino degli Ulivi all’imbrunire con le sue luci ed i suoi muri luminosi e caldi. Le cupole delle  meschite degli uomini e delle donne nell’angolo a sinistra bellissime. Gerusalemme, Gerusalemme… Alcuni Salmi della Bibbia ne cantano meravigliosamente la bellezza. Una cittá piena di colori di quartieri completamente diversi e pieni di vita ma attraversata da grandi conflitti … Il muro del pianto al quale si accede dopo una lunga coda sotto il controllo della polizia israeliana… piú nascosto il Santo Sepolcro e la chiesa che custodisce il luogo della Passione e Morte di Gesú.

E poi la cittá di Nampula, e ne ho descritto in un diario tempo fa le caratteristiche che saltavano davanti ai miei occhi e che rimangono attuali. “Il mio rapporto con la cittá di Nampula é stato fin dall’inizio, piuttosto difficile e conflittuale. Le tante persone che “vagano” ogni giorno in questa cittá, mi pongono tanti interrogativi. L’indignazione per le tante ingiustizie é stato il primo moto di spirito. E poi l’istinto di difesa sentendomi come “assaltata” da tanta gente che vuole vendere qualcosa. Molte volte l’irritazione, il nervosismo, segni di un certo timore di una relazione dove l’inganno puó avere il sopravvento. E poi ti accorgi che le persone continuano lí e le ritrovi dopo tanti mesi di assenza. Hanno nostalgia non solo di “guadagno”. Ti trattano con benevolenza nonostante tutto! E ti senti accolta da chi a volte rifiutavi o volevi educare alla tua maniera: “vai a lavorare un  campo, vai a scuola!”.

E i poveri sono lí tutti o quasi, ogni giorno con le loro speranze, con la loro illusione, con le loro abitudini. Una cittá dove tutto può accadere: la morte di un bambino, di notte dietro la Cattedrale; bambini e adolescenti “rubati” o portati chissá dove, connivenze e conflitti per avere potere su un pezzetto di marciapiede, su un tratto di strada. E tu vorresti cambiare le cose e non scalfisci nulla o quasi! Ti accorgi che anche altri tentano un cambiamento piú o meno allo stesso modo ma quasi tutto rimane piú o meno uguale.

E questa cittá, piano piano ti diventa familiare, cominci a riconciliarti con questa cittá che cresce in modo strano e disordinato…

…“So che l’impegno piú vero é quello di lavorare perché le persone possano uscire dalla/e povertá e trovare la strada per una crescita vera ma il vedere tanta gente di questa cittá che vaga senza meta mi fa pensare molto e cercare una qualche soluzione che aiuti davvero a fare un salto verso la dignitá”.

Nampula, 10 Luglio 2011

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Martina Cecini
Missionaria laica, 64 anni

One comment on “Martina Cecini, ospite della settimana 28/2011

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