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Pensieri, esplorazioni, ipotesi. Un confine incerto tra personale e professionale.

Il bilancio dei numeri parlanti

Come introdurre il bilancio sociale 2015-2016 di Sercop?

Diverso è introdurre il bilancio sociale nell’ambito di un evento di presentazione pubblica, diverso utilizzarlo per ragionare sulle attività con l’obiettivo di valutare l’azione di una azienda speciale consortile, diverso ancora consegnare il bilancio sociale a consiglieri e consigliere di dieci consigli comunali e servirsene come base per dare conto delle politiche sociali e degli interventi realizzati di concerto in un territorio.

Nel caso in cui ci si trovi a dar conto dell’azione di azienda consortile alle assemblee comunali che definiscono indirizzi e attribuiscono risorse, immagino lo sforzo di rendere evidenti i risultati raggiunti, i problemi affrontati e da affrontare, la forza e la saggezza dell’unire le forze, gli apprendimenti e le possibili linee di azione.

Nel caso in cui il bilancio sociale sia strumento di valutazione e programmazione, di lavoro di riflessione e di costruzione di obiettivi, immagino letture orientate alla ricerca di segnali e di collegamenti che sorreggano argomentazioni e proposte operative.

Nel caso di una introduzione che vorrebbe illustrare lo strumento, dire qualcosa sul metodo per dare conto delle scelte, segnalare l’opportunità di considerare il bilancio sociale un giacimento di dati, informazioni e opportunità di confronto… ho pensato come primo passo di rifarmi alla letteratura.

“Addio, monti sorgenti dall’acque, ed elevati al cielo; cime inuguali, note a chi è cresciuto tra voi, e impresse nella sua mente, non meno che lo sia l’aspetto de’ suoi più familiari; torrenti, de’ quali distingue lo scroscio, come il suono delle voci domestiche; ville sparse e biancheggianti sul pendio, come branchi di pecore pascenti;”
Alessandro Manzoni, I promessi sposi, sul finire del capitolo VIII.

Perché l’Addio monti? In cosa mi aiuta nel mio obiettivo di offrire una guida allo strumento/documento? Rileggendo (per obbligo genitoriale) il passo del Manzoni, accosto il guardare – a distanza – luoghi familiari. La vista distingue gli elementi emergenti e li riconosce, li nomina, li rende vividi. Più avanti, lo sguardo di Lucia si farà più acuto, fino a distinguere i particolari della propria casa, dei luoghi significativi della propria esistenza, vissuta e prefigurata.
E non è solo un riconoscimento visivo ma emozionato, un amalgama di pensieri che ritrova ordine grazie ai luoghi riconosciuti: ogni elemento suscita ricordi e speranze, ogni particolare identità e investimenti.
E il lirismo di Manzoni non deve distrarre o schermare questa lettura interpretante della realtà.

Ecco, se penso al mio intervento, nell’ambito del convegno di presentazione del bilancio sociale 2016 di Sercop – azienda speciale dei comuni del rhodense per i servizi alla persona, a Villa Burba (Rho, Milano) penso a quanto si difficile presentare elementi carichi di significato, aprire a ragionamenti, suscitare emozioni, indurre a speranze di ritorno, non cedere al distacco da quanto si è realizzato.

Il bilancio sociale è uno strumento (meno potente di un passo del Manzoni), non meno orientato nel raccontare una storia complessa, carica di progetti e di avvenimenti, di cambi e di riprese, di obiettivi perseguiti con tenacia, di scoramenti individuali, di mosse di gruppo e di coralità di azione (che Manzoni mi perdoni per questo prestito).

Spunti proposti nella presentazione del bilancio sociale

L’invito al convegno di  presentazione del bilancio sociale di Sercop, da titolo Voci dal welfare, nel sottotitolo tocca i temi focali, emergenti, riconoscibili a uno sguardo che voglia abbracciare l’insieme delle questioni.

Voci dal welfare.
Due anni di lavoro sociale nel Rhodense: non solo una rappresentazione numerica, ma 
un mondo di relazioni in movimento, di risposte a nuove domande… alla ricerca del valore del capitale sociale che sta nell’agire quotidiano dei servizi alla persona.

L’intervento che mi è stato affidato ha per titolo “Il bilancio sociale dei numeri parlanti”. Per cercare di tenere il filo di 256 pagine di numeri che compongono il bilancio sociale (edizione 2016) ho scelto alcune chiavi di lettura: #numeriparlanti, #relazioni, #capitalesociale, #quotidiano, #persone. Parole guida, per richiamare i numeri ad un dominio di significato contestualizzabile. Numeri sorgenti da una quantità di informazioni, di resoconti, di dati, di approfondimenti che si intravedono guardando l’indice dell’edizione 2016 del bilancio sociale di Sercop – azienda speciale dei comuni del rhodense per i servizi alla persona.
E, per quanto breve il sottotitolo al convegno, altre potevano essere le scelte. In ogni caso, eccoli i numeri…

176

176 è l’indice di vecchiaia (fonte Istat) dei dieci comuni del territorio di Rho associati in Sercop. L’indice si riferisce al 2016 e indica il numero di persone con più di 65 anni (176) ci sono per per ogni 100 ragazzi e ragazze fino ai 14 anni. Su 42.856 persone over 65, nel 2016 ci sono nel territorio di riferimento di Sercop 24.359 persone fino a 14 anni. A pagina 10 del bilancio sociale viene riportato il trend dal 2011 al 2016 e il dato (in linea con quello nazionale) immediatamente segnala l’esigenza di politiche e servizi locali che rispondano alla crescita della popolazione anziana. Questo è uno dei molti dati che compaiono nel primo capitolo del bilancio sociale che offre alcune coordinate di contesto per comprendere l’azione dell’azienda speciale consortile.

6

6 è la media di delibere per ogni CdA effettuato nel 2016. Le sedute del CdA di Sercop sono state 20 mentre le delibera assunte 117. Lo specchietto sottostante riporta il numero di deliberazioni medie dal 2011 al 2016. Il numero di sedute, il numero complessivo di delibere, e l’indice stesso restituiscono l’intensità dell’attività decisionale collegiale dell’azienda ad opera dell’organo di governo (maggiori informazioni a pagina 25 del bilancio sociale).

BS16 Sercop 2011 2012 2013 2014 2015 2016
Sedute CdA 16 13 14 19 20 20
Delibere 103 76 80 126 125 117
Indice di decisione 6,4 5,8 5,7 6,6 6,3 5,9

119.430 euro

119.430 euro sono le risorse destinate nel 2016 alle politiche giovanili gestite dal Sercop. Il numero consente alcune considerazioni.
La prima: il dato è estrapolato da una sezione che articola la varietà di servizi e interventi realizzati da Sercop, e guardando la molteplicità dei servizi (e il valore complessivo superiore ai 16 milioni di euro gestiti)  i 120 mila euro rappresentano una porzione definita (si veda pagina 30 e seguenti).
La seconda: il conferimento di risorse per le politiche giovanili da gestire con scala sovracomunale può essere letta come un segnale. Già in Trentino e in Alto Adige alle comunità di valle o comprensoriali vengono affidate attività sovralocali nel campo delle politiche e della gestione ambientale, culturale, di promozione e sviluppo territoriale. Certamente le conformazioni geografiche favoriscono aggregazioni, sinergie ed economie volte a valorizzare attraverso partnership le risorse per interventi che se realizzati per singolo municipio sortirebbero impatti trascurabili. Ora una azienda speciale consortile per i servizi alla persona può costituire la piattaforma gestionale che consente di realizzare politiche comuni, promosse congiuntamente diverse municipalità a vantaggio di una comunità di scala distrettuale.
Le terza considerazione riguarda la scelta che Sercop effettua rispetto al realizzare direttamente alcuni servizi, mettendo in campo personale proprio, rispetto alla scelta di co-produrre i servizi mediante l’affidamento della realizzazione a soggetti competenti in una prospettiva che rimane di collaborazione.

79%

79% indica la percentuale di risorse che in comuni nel 2016 hanno conferito e messo a fattore comune per realizzare servizi, interventi e progetti nel territorio del rhodense. il 79% immediatamente fa pensare al carico di risorse provenienti dai bilanci dei comuni, e – allo stesso tempo – alle risorse (21%) individuate attingendo ad altre – diverse – fonti. Lo specchietto che segue ricapitola l’impegno economico dei comuni che costituiscono Sercop.

BS16 Sercop 2011 2012 2013 2014 2015 2016
Risorse totali € 8.898.857 € 9.881.651 € 9.760.293 € 13.717.537 € 15.930.584 € 16.888.541
Risorse comunali € 6.234.615 € 7.002.270 € 8.070.342 € 11.161.418 € 12.428.697 € 13.341.958
Percentuali 70,1% 70,9% 82,7% 81,4% 78,0% 79,0%

58,56%

La percentuale 58,56% indica le risorse utilizzate da Sercop per servizi rivolti a persone anziane e persone con disabilità. La struttura aziendale per i costi di funzionamento utilizza quasi il 4% delle risorse complessive, e altrettante risorse sono destinate allo sviluppo di comunità (3,81%), mentre per l’inclusione la percentuale di risorse supera il 5% e per i minori il 28%. I valori assoluti e le attività sono poi oggetto di approfondimenti nei diversi capitoli del bilancio sociale.

1031,25 euro

Il costo medio per minore seguito dal Servizio tutela minori, nel 2016, è appunto 1031,25 euro. I minori seguito sono 770 e lo staff del Servizio è composto da 23 persone (assistenti sociali, psicologhe/i, avvocate/i). In un passaggio precedente abbiamo accennato all’incidenza delle persone anziane sulla popolazione. Qui i dati fanno pensare al lavoro da rivolgere a bambini e bambine, adolescenti e giovani per assicurare la loro crescita. Senza trascurare le loro famiglie.

2020

Il 2020 è l’anno entro il quale devono terminare i progetti innovativi in corso. Il loro valore supera complessivamente i 5,5 milioni di euro e un intero capitolo del bilancio sociale è dedicato all’innovazione in diversi campi del welfare di comunità. Pensarsi come una agenzia territoriale di gestione e di sviluppo, di promozione di esperienze autonome, di welfare partecipato rimane una sfida.

Ricapitolando

I numeri esemplificativi che ho selezionato per la presentazione provano a tracciare un percorso di lettura che riprende le parole guida del mio intervento: #relazioni, #capitalesociale, #quotidiano, #persone. Ma, naturalmente, non sono le uniche parole chiave per costruire una lettura orientata. Le ho scelte perché possono indicare i fronti che impegnano un’azienda di servizi alla persona nella pluralità dei suoi interventi. L’impegno a costruire relazioni di aiuto, professionali, sociali, evolutive, di cura. La difficoltà di (e l’impegno ad) alimentare il capitale sociale, quell’insieme di rapporti costruttivi, di fiducia, di comune investimento che richiedono ad una azienda consortile di servizi alla persona di lavorare come agenzia pubblica di promozione territoriale.

  • 176 = è l’indice di vecchiaia del territorio. Un indice che descrive la numerosità di persone anziane e di persone giovani che sono il #quotidiano nel quale intervenire e l’orizzonte che impone di pensare le politiche sociali e di sviluppo.
  • 6 = delibere per CdA, 15 assemblee… i due numeri indicano le #relazioni di collaborazione fra amministratori necessarie per un governo non dispersivo e generativo di opportunità.
  • 119.430 euro = sono le risorse per interventi comuni nel campo delle politiche giovanili, non solo interventi direttamente in servizi sociali, ma azioni condivise per costruire socialità e investire in #capitalesociale presente e futuro (i/le giovani).
  • 79% = ancora una volta #relazioni che si fanno #capitalesociale territoriale: il numero indica la percentuale di risorse (sul totale del bilancio di Sercop) direttamente messe a fattor comune dai 10 comuni per costruire orientamenti comuni e azioni concrete.
  • 58,56% = è la percentuale di risorse del bilancio di Sercop che vanno in servizi per #persone con disabilità o #persone anziane: si tratta di risorse per #persone che aiutano #persone.
  • 1031,25 euro = sono le risorse medie impegnate per ciascun minore seguito dal servizio tutela minori (770 minori (#persone) e uno staff di 23 figure professionali diverse (#persone).
  • 2020 = indica l’anno di scadenza degli attuali progetti innovativi finanziati (complessivamente 5,6 milioni di euro), progetti intessuti di #relazioni e di futuro (altra parola guida emersa nella mattinata di discussione sul bilancio sociale), progetti innovativi pensati per costruire #capitale sociale fra le persone, i comuni, gli attori sociali della comunità e oltre la dimensione territoriale, per rispondere alle domande emergenti, per incidere sugli assetti di welfare e promuovere più diffusa co-responsabilità nelle comunità.

Numeri parlanti e bilanci sociali, in prospettiva

In conclusione del mio intervento ho proposto alcune considerazioni sulla possibilità di costruire rendiconti che raggiungano gli interlocutori con i quali si intende dialogare:

  • I numeri parlanti sono inquadrature (come lo sguardo sul mondo che costruiscono le immagini in televisione e sui social). I numeri non sono mai neutri, ma sempre orientati.
  • I numeri parlano se sono investiti di emozioni e ragioni esplicite, solo così i numeri aiutano a guardare la realtà e a coglierne i significati.
  • I numeri parlano se ci consentono di leggere scelte ed esperienze e di interrogarle.

Per questo diverse sono le forme di bilancio sociale che possono essere messe in campo, in ragione delle esigenze che il sistema organizzativo, impegnato nella costruzione di un processo rendicontativo manifesta, in ordine al riconoscere e far riconoscere il lavoro svolto e l’impatto prodotto. Le schematiche ipotesi presentate riguardano bilanci sociali che fanno prevalere la sintesi e altri che mirano alla completezza analitica, bilanci sociali redatti servendosi di un impianto definito e bilanci sociali che mutuano dai processi di ricerca le coordinate di lavoro. Incrociando le polarità indicate si ottengono quattro ipotesi bilancio sociale:

  • cruscotto che restituisce una rappresentazione sintetica dei principali elementi chiave;
  • report che assicura una comunicazione progressiva focalizzata di volta in volta su temi specifici;
  • rendiconto-ricerca per offrire una lettura estesa dei cambiamenti per apprendere e innovare;
  • bilancio sociale archivio per assicurare un deposito di informazioni ordinate e sistematiche.

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