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Pensieri, esplorazioni, ipotesi. Un confine incerto tra personale e professionale.

L’indice non indica solo la luna

Indice è un contorno

L’indice non è una parte accessoria di uno scritto. In senso strettamente linguistico lo possiamo considerare uno degli elementi paratestuali, che come le note, le premesse, le intestazioni e i piè di pagina, collega il testo al contesto; l’indice è un elemento di contorno che ne facilita la fruizione. Questo, quando un testo è finito, definito, pubblicato. Ma l’indice precede il testo, lo anticipa, lo rende anche avvicinabile e attraversabile: una seconda funzione, come si vede.

Indice come piano di lavoro

Un solo indice non basta (è ormai senso comune, da quando Umberto Eco lo ha stabilito in Come si fa una tesi di laurea, guida per chi si avventura sulle aspre montagne dei componimenti accademici, ricettario che risale al 1977 e che ha fatto la fortuna di Bompiani).

L’indice accompagna e guida il procedere della scrittura. Possiamo parla di indice come di una prima scrittura abbozzata, di una struttura che articola i pensieri, li espande e li collega, che li rende evidenti in primo luogo a chi scrive, nel processo di scrittura. E l’indice è utile nella scrittura a quattro o più mani. Se riusciamo a concordare un indice, la struttura e la partizione che dovrà avere l’attività, possiamo ragionevolmente suddividere il lavoro di ricerca e compositivo fra più persone. In questo senso l’indice è struttura mutante, che conforma, argina, indirizza il lavoro compositivo necessariamente disordinato, incerto, incespicante.

Indice come sintesi

L’indice può precedere anche testi brevi e può funzionare da abstract. Questa soluzione viene spesso adottata dai testi giuridici. Il capitolo si apre con l’elenco sequenziale – e non per punti – dei paragrafi. Si ottiene una sorta di breve anticipazione degli argomenti che verranno affrontati. Se l’indice è una sintesi allora la pertinenza dei titoli delle sezioni, dei paragrafi, dei sotto paragrafi è essenziale.

Indice come mappa

Una mappa serve a non perdersi, a orientarsi in un territorio sconosciuto. Molteplici indici: dei contenuti, dei nomi, delle parole, delle tavole. Diversi i percorsi che si possono costruire per percorrere un testo. La metafora della mappa ci torna utile sia promuovere l’idea di uno sguardo sinottico che consenta di abbracciare l’insieme della regione testuale a cui ci si approssima, sia per considerare che il susseguirsi di mappe ci restituisce una prospettiva storica, di costruzione del testo. Se il testo è un territorio dinamico, ogni nuovo indice è una nuova mappa, l’insieme degli indici (in particolare per lavori di una certa rilevanza) ci consente di osservare l’evoluzione della riflessione e dell’elaborazione (e quindi non butterei via gli indici prima di avere dato alle stampe il documento).

Indice per una lettura ipertestuale

L’indice è un passe-partout. Davanti a una pagina di un sito, un indice non ci restituisce la struttura portante di un testo, ci consente di entrare (e di uscire) direttamente nel testo. Senza indice non c’è scelta. L’indice ipertestuale moltiplica gli ingressi, amplifica la navigabilità, l’attraversabilità delle produzioni scrittorie.

Per questo forse è interessante guardare l’indice che indica la luna…

2 comments on “L’indice non indica solo la luna

  1. Pingback: Abbiamo bisogno di abstract (#WIS14 – #prendifiatolab) | Mainograz

  2. Giovanna
    20 May 2010

    L’indice lo bagni quando giri la pagina!

Dai, lascia un commento ;-)

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This entry was posted on 19 May 2010 by in Generale, Se scrivere è organizzare... and tagged , .

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