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Pensieri, esplorazioni, ipotesi. Un confine incerto tra personale e professionale.

Live tweeting / live twitting (#prendifiatolab)

Questo è un rapido post truccologico (Koomey, 2012) in vista di Prendi Fiato Lab 2.0. L’obiettivo è condividere esperienze e soluzioni che si sono rivelate efficaci (in un determinato contesto) per metterle in discussione e trasformarle in nuove e più adeguate competenze situazionali. In questo post ci occupiamo di Twitter e di un suo possibile uso: il live twitting.

Tannenbaum

Cos’è il live tweeting?

Partecipi a un evento, a una festa, a un seminario pubblico, a una iniziativa (gioiosa o culturale), a un convegno (eccitante o assonnante) e nel mezzo di ciò che sta succedendo, scrivi-fotografi-e-twitti, documentando, commentando, interagendo con altri/e partecipanti.
Si tratta di un’attività impegnativa e ricorsiva: ascoltare, fotografare, sintetizzare in 140 caratteri, non perdere il filo, postare, e via, di nuovo, ascoltare, fotografare, sintetizzare in 140 caratteri, non perdere il filo, postare, e via di nuovo…
Il live tweeting è un modo per fare content curation, per curare e pubblicare i contenuti di un avvenimento, in presa diretta, per discutere e per tracciare idee e presenze.

I vantaggi

Quali i vantaggi del live-tweeting che giustificano la concentrazione e la fatica richieste?

  • Si sta più attenti a quello che succede e a quello che viene detto.
  • Si prendono appunti sintetici (che potranno essere utili successivamente, per tornarci sopra o per scrivere qualcosa).
  • Si condividono gli appunti con chi c’è (e allora possono nascere discussioni interessanti) e con chi non c’è (l’informazione viene messa in circolo tra le persone e nelle organizzazioni – Hislop, 2009).
  • Si contribuisce a creare l’evento, può essere divertente (e anche eccitante) amplificare una iniziativa, ma soprattutto è interessante (e produttivo) interagire, con chi è presente (e con chi è assente).
  • E segnalando l’avvenimento si segnala la propria presenza (come per ogni azioni svolta in internet, l’intenzionalità e la consapevolezza sono tutto – Rheingold, 2013).
  • Se l’evento è supportato da una regia (o se i/le relatori/trici seguono l’hashtag dell’evento) si possono raccogliere le considerazioni e le domande per animare la discussione.
  • L’hashtag dell’evento o dell’iniziativa indicizza (e conserva) le informazioni, le osservazioni, i commenti creando un deposito informativo utile per chi voglia approfondire o cerchi contatti.

Svantaggi

  • Il live tweeting, lo abbiamo detto, è una scrittura onerosa: richiede concentrazione, attenzione, impegno e consuma energie.
  • Non sempre si riesce a sintetizzare. A volte i discorsi sono articolati, prolissi, chi parla non ricapitola, non propone una metafora, non inserisce una frase efficace. Allora estrarre e distillare il senso è più difficile, e può convenire abbandonarsi al flusso restando in attesa del guizzo e ricollocandosi a distanza per cercare di cogliere un senso più generale.
  • A volte anche una rapida citazione è interessante, ma non è facile prenderla al volo: molto di quello che viene detto sfugge (ma non c’è da preoccuparsi, ci penseranno altri ad afferrare idee, fili, spunti e rilanciarli).
  • Il live tweeting distrae.
  • Il live tweeting affatica.

Essenziale

  • Individuare l’hashtag dell’evento.
  • Chiedere che venga comunicato pubblicamente.
  • Se non c’è prepararlo, comunicarlo e rilanciarlo affinché prenda quota.

Scorciatoie

Allegare al tweet scritte o immagini è davvero efficace, per questo:

  • Nel mezzo dell’evento può essere utile (ma soprattutto veloce) prendere appunti a mano, fotografarli, premettere un commento e rilanciarli come foto.
  • Preparare porzioni di testo da copia-incollare: titolo dell’evento, data, luogo, partecipanti, titoli degli interventi.
  • Scattare foto di relatori o relatrici prima dell’inizio dell’evento, così si hanno pronte le foto per le presentazioni e le attribuzioni.
  • Scattare (o recuperare foto) della locandina dell’evento (e anche di parti di esso).
  • Scattare foto durante l’evento.

Ah, da non sottovalutare…

  • La qualità della connessione e quindi la sua disponibilità e velocità: accade, ma non è gravissimo, che i tweet rimangano nello spazio bozze e siano da far partire non appena si riaggancia la connessione. Per questo è sempre opportuno controllare la pubblicazione.
  • La durata della batteria del dispositivo (cellulare, tablet, portatile) di cui si fa uso per twittare.
  • L’accessibilità a prese di corrente: la connessione consuma batteria e rimanere senza, nel bel mezzo di un evento, è sempre piuttosto antipatico (con l’impressione della scomparsa dallo schermo dell’evento.

Live tweeting vs. live twitting

La prima formulazione è presa dall’americano (lingua di origine di Twitter), la seconda dall’european english.

Riferimenti

Hislop D., Knowledge Management in organizations, Oxford University Press, 2009.
Koomey J., G., La mentalità del principiante. Come risolvere i problemi attraverso i numeri che contano, Orme, 2012 (2008).
Rheingold H, Perché la rete ci rende intelligenti, Cortina, 2013 (2012).

Twitter Tips for Beginners: Everything I Wish I Knew About Twitter When I Started
Get The Most Out Of Twitter
Ten tips for tweeting at conferences
L’importanza del live twitting
Content curation su Twitter

 

Lori Problemi emergenti

6 comments on “Live tweeting / live twitting (#prendifiatolab)

  1. Alessandro
    1 June 2014

    Il moltiplicarsi di sistemi per ordinare/strutturare l’informazione è (a mio avviso), un evidente indice di un sovraccarico informativo. Una mole di informazioni che altrimenti non saremmo in grado di gestire e digerire. Secondo me, questo “moltiplicarsi” rischia però di produrre effetti paradossali, come l’aumento della dispersione informativa.

    • Mainograz
      2 June 2014

      Sì, aumenta la dispersione informativa (ma anche la quantità di informazione in circolo e questo non è di per sé negativo).
      Potremmo metterla forse così: nella confusione abbiamo bisogno di orientamento.
      E ci possiamo chiedere se la confusione è negativa.
      O se è segno di una catastrofe incipiente.
      O se è il bordo di una scoperta possibile…
      ;-)

      • Alessandro
        5 June 2014

        Ogni situazione può essere letta diversamente a seconda di come la si descrive. Concordo con l’affermazione: “nella confusione abbiamo bisogno di orientamento”.

        • Mainograz
          6 June 2014

          Rimane vero che ogni galateo è una risposta di (auto)disciplina ai mutamenti di contesto (cfr. Norbert Elias).

  2. Fabio Lalli
    1 June 2014

    Grazie per la citazione nel post. ;)

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