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Pensieri, esplorazioni, ipotesi. Un confine incerto tra personale e professionale.

Perché le slides (esplicative) sono importanti?

 

IMG_20160720_194613 (1)Spesso chi gestisce dati tecnici e contabili sottovaluta l’importanza di fornire informazioni e spiegazioni semplici, comprensibili, chiare. Per più ragioni:

  • preparare slides chiare è un lavor(accio). Richiede tempo. I dati nascono – per come li forniscono i sistemi che li archiviano e che li elaborano – sono ridondanti, complessi, strutturati secondo logiche gestionali e non informative. Di qui il necessario lavoro di riconfigurazione per renderli comprensibili, un lavoro che richiede tempo e una qualche competenza comunicativa;
  • presentare informazioni attraverso slides a volte preoccupa: alcuni temono una perdita di densità informativa e allora si gettano nella sovrabbondanza; altri credono che le slides facciano parte di coreografie esibizionistiche e allora ripiegano su fogli di testo incomprensibili;
  • ho anche notato che la difficoltà delle persone alle quali viene richiesto di preparare slides esplicative può stare nel non sapere qual è il focus, la traiettoria comunicativa, le questioni chiave che si vogliono presentare. Se manca la chiave di lettura, preparare sintesi esplicative è un lavoro improbo, se non impossibile: con quale criterio scelgo cosa lasciare da parte e cosa evidenziare? Con quale logica aggrego, ordino, separo numeri e contenuti? Quale sarà il filo che lega il discorso? Quale l’intenzione comunicativa? [E qui il problema sta anche nella in/capacità di chi commissiona le slides esplicative: se non viene chiarita l’intenzione argomentativa non è facile escludere o includere elementi da illustrare].
  • altri, con una certa superficialità, pretendono che chi ascolta, legge, partecipa debba sforzarsi di acquisire competenze tecniche e interpretative specialistiche, viceversa denuncerebbe scarso interesse e attenzione (mettersi dalla parte del cliente/fruitore/lettore è – per costoro –  quasi inconcepibile).
  • poi c’è un manipolo di arroganti, che sanno che il potere prevaricante si annida nelle asimmetrie, e confidano nella compiacenza sociale, la preoccupazione cioè di fare brutta figura in pubblico e nella conseguente difficoltà ad alzare la mano e dire “non ho capito, anche perché lei si è espresso in modo incomprensibile per le mie competenze”.

Come vedete, più motivi (anche non uno solo alla volta) che producono momenti partecipativi o deliberativi inutili, dispersivi, noiosi e anche un po’ deprimenti.

Per chi detiene dati, informazioni, conoscenze, ha il dovere di condividerle e  l’obbligo di presentarle, poiché su di esse si basano valutazioni informate, consultazioni consapevoli e decisioni fondate, il tema è delicato.
Il problema non è tanto nel padroneggiare uno o l’altro programma per preparare slides. Il nodo è dell’innesco.
Se vi trovate in questa posizione, chiedete a chi vi sta commissionando la sintesi di chiarire cosa vuole dire, cosa ritiene importante. E per non ingannare i destinatari delle slides esplicative, l’intenzione comunicativa è essenziale esplicitarla in una delle slide di apertura.

Se vi trovate invece nella posizione di chi commissiona la sintesi, provate a chiarire attraverso un indice, un elenco per punti quello che ritenete fondamentale trattare e  trasmettere. In assenza di una ricognizione del materiale di partenza dal quale estrarre le info salienti e in assenza di una scelta comunicativa, la responsabilità di una comunicazione sovrabbondante e confusiva sarà vostra.

Essere chiari e comprensibili sta nel(l’implicito) patto rendicontativo che chi esercita un potere ha verso i portatori di interesse coinvolti.
Rendicontare è tradurre, far comprendere, coinvolgere.
Sottrarsi non favorisce il confronto, l’approfondimento, la produzione di conoscenza.
Ed è anche poco interessante (divertente).

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