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Pensieri, esplorazioni, ipotesi. Un confine incerto tra personale e professionale.

Maria Giovanna Salaris, ospite della settimana 09/2011

Desperate… wife/mother/lawyer

Sono fatta un po’ di tutte e tre le “essenze”. Non sono soltanto moglie o mamma o avvocata, ma sono fatta di un pizzico di moglie, un pezzo di mamma e un tot di avvocata.

Maria Giovanna Salaris

Le tre parti si confondono, si mischiano le tengo a bada per bene, ma con i miei tempi, i miei ritmi. Ovviamente è facile per una donna fare tante cose insieme.
Se chi legge è una donna non ci trova nulla di strano, se chi legge non è donna qualcosa non gli quadra più.
Prendo ad esempio la giornata di oggi, domenica, giornata dedicata al riposo dalle fatiche della settimana…

Ho nell’ordine: preparato la colazione, sparecchiato, messo le stoviglie usate per la colazione in lavastoviglie, fatto partire la lavastoviglie, “invitato” caldamente i bambini a vestirsi, lavarsi i denti… ma… non ho passato la spugna sul tavolo!
“Poco male” si potrebbe dire, se non fosse che un “marito a caso” ha subito fatto notare che ha dovuto passare la spugna…
Che dire? Niente, si lascia correre, è solo l’inizio della giornata.

Oggi c’è il sole, mi sembra un’ottima idea cambiare e lavare le lenzuola dei letti, se sono veloce asciugano per sera.
Allora di corsa nelle stanze, togliere le lenzuola, alzare i materassi, passare l’aspirapolvere, lavare il pavimento e mentre il pavimento si asciuga cominciare a riempire la lavatrice.
Ma mentre faccio tutto questo il piccolo mi chiede di aiutarlo a fare i compiti: c’è la “F” da imparare. Quindi su e giù per le scale.
Ecco pronta una lavatrice, vado subito a stendere … urca, ma io sono ancora in pigiama e non ho fatto la doccia. Che ore sono? Mamma mia; già mezzogiorno!

Mentre mi siedo per “incitare gentilmente” il piccolo a sbrigarsi con le “F”, la voce di qualcuno “a caso” dice… “Visto che sei lì, perché non fai una telefonata alla nostra amica, poi semmai me la passi che ci parlo anche io…”.
Perché dovrei telefonare adesso? Ah perché l’’a caso’ si è liberato e ha tempo ora, ma io no, devo farmi la doccia e vestirmi perché alle 12:30 puntuali dobbiamo essere a pranzo dalla nonna, altrimenti sono pasticci.
Il mio rifiuto è un’onta di cui non so se riuscirò a farmi perdonare.

Pranzo… buono, anzi ottimo!

Il pomeriggio prosegue nelle pulizie, il bagno, la scala e nuova lavatrice da fare e da stendere, si fa sera.
La cena è da preparare.
Tutto fila liscio, stavolta il tavolo lo pulisco io… si sa mai dovesse succedere due volte nello stesso giorno.

I bambini sono da mettere a letto e una voce mi incalza “Sono le dieci meno un quarto!”.
E allora?
Ecco l’eroe salvatore che si fa avanti e riesce in quello che non avrei mai potuto fare io: li tiene svegli fino alle 10:20.
Se l’avessi fatto io?

Prima di andare a letto un’ultima stoccata: “Eh, se non ci fossi io (sempre lui), chi ha steso stasera?”
Stasera?
Chi ha steso?
E quello che ho fatto io durante il giorno?
Le quattro lavatrici che ho steso prima che tu stendessi la quinta?
E la biancheria che dovrò stendere tra un po’ perché la lavatrice sta ancora lavando?

Secondo una statistica forse inglese, le liti tra coniugi iniziano spesso il giovedì alle 20:00.
Se fosse per me le farei iniziare la domenica.
E domani è lunedì;-)

Maria Giovanna Salaris, moglie, mamma e avvocata:-)

8 comments on “Maria Giovanna Salaris, ospite della settimana 09/2011

  1. rossella
    7 March 2011

    Cara Giovanna.. il multi-tasking delle donne è innegabile!
    Una vola un’amico mi ha accompagnato nel giro della mattina con i flgli (allora più piccoli); mi si era rotta la macchina, così mi ha dato una mano ed ha partecipato, da spettatore, alla vestizione, all’imbarco in macchina, porta Martina alle elementari “coadiuvata” da Tommaso che ancora al nido partecipava, a suo modo, a tutte le attività! Poi ricarica Tommaso in macchina e vai al nido (siccome non c’era posto al nido vicino casa, ovviamente il suo era in direzione opposta e contraria nel traffico milanese, rispetto alla scuola di Martina). Porta Tommaso, svesti, metti le ciabattine dell’asilo, riponi tutto nell’armadietto, scambia informazioni con la maestra e bacini con il figlioletto e poi…. fresca come una rosa, finalmente ringrazio Aurelio che ci ha scarrozzato e mi avvio al lavoro!!
    Il mio amico mi ha guardato e mi ha chiesto: “ma tu, tutte le mattine le cominci così? Io a questo punto sarei già a pezzi”.
    Non lo dimenticherò mai, era veramente provato….

  2. mainograz
    4 March 2011

    E no, Michela, questo è un colpo basso!
    Prima della domenica c’è il venerdì: chi va a prendere i bambini a judo?
    E dopo il venerdì c’è il sabato del villaggio (dell’Esselunga): chi fa la ricognizione delle esigenze di vettovagliamento e va a fare la spesa?

    Spero che l’eroe citato da Giovanna si faccia vivo al più presto!

  3. Michela
    4 March 2011

    Cara Giovanna, tutto nella norma per noi donne… e ciò che mi angoscia di più è che oggi è venerdì e domenica sta per arrivare!!!
    Buon week end a tutti :)

  4. Martina Cecini
    4 March 2011

    Cara Giovanna,
    ho pensato che scrivendo hai avuto modo di liberarti un poco o di divertirti forse. Scrivere é davvero avere voglia di capire e di capirsi. E tu esprimi bene te stessa. Complimenti.
    Martina

  5. vittorio
    1 March 2011

    Il potere dei mariti/compagni di vita risiede nella permenenza muta e immobile negli spazi. Permettono alle vite di girare, salire, scendere, stirare, telefonare, cucinare. Fermi. Punto di riferimento per l’orientamento. E quando la voce si concede agli spazi (infatti non si rivolge mai ad una persona, ma direttamente al vuoto perchè si riempia…), è limpida e definita. Produce sommovimenti emotivi e nuove spiegazioni della realtà. Da senso alle azioni della giornata e le illumina di nuovi significati.
    In questo post colgo una leggera critica all’immobilismo del maschio convivente. Me ne dolgo e decido di sparpagliare briciole per la sala, ciascuna delle quali si chiamerà Graziano. Vediamo cosa succede fra una mezzoretta…
    vittorio

  6. Laura Papetti
    28 February 2011

    Cara Giovanna, davvero un post divertente.
    Mi ha fatto contemporaneamente sorridere e preoccupare per ciò che mi aspetta. Sarò in grado di essere anch’io “wonder woman”?
    Buona giornata e un caro saluto al tuo “eroe”;-)

  7. mgsalaris
    27 February 2011

    Bel mentore ti sei scelto! …
    :-)
    Neppure sua mamma lo rivuole indietro, mi dice sempre “Hai persino pianto per averlo!!”
    Anche lei ha pianto, ma solo adesso ho capito che le sue lacrime al matrimonio erano davvero di gioia: se ne era liberata per sempre !!!

  8. marco
    27 February 2011

    Profetizzo numerosi commenti a questo post :-)
    E pensare che ‘l’eroe’ e’ il mio mentore… Sigh
    Marco M.

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