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Pensieri, esplorazioni, ipotesi. Un confine incerto tra personale e professionale.

Annarita Minelli, ospite della settimana 24/2012

Annarita Minelli e Francesco Brancati (la prima foto)

.

Nel tuo blog, Graziano, ho notato che c’è la tendenza a porsi dei quesiti a cui poi si cerca di dare risposte, razionali, sintetiche, ma esaurienti.

La domanda che mi nasce da presentarci a voi come coppia è: “Qual è la ragione per cui noi siamo coppia dal 1960 e tali siamo rimasti attraversando tutte le possibili (attenzione, non impossibili!) traversie della vita?”

Supponendo che i problemi esistenziali fino ad ora non abbiano mai superato un livello di guardia (difficoltà economiche di rilievo, incapacità comunicative e relazionali per  ambienti ostili o altro, problemi sanitari di rilievo o altro), supponendolo, mi sono chiesta :”Come abbiamo fatto a raggiungere un tempo così lungo di convivenza?”

Risposta 1 – Abbiamo vissuto nel pieno rispetto della persona altrui, diversa da te, con idee che possono anche manifestarsi opposte alle tue, ma alle quali rispondi cercandone la condivisione parziale o totale.

Risposta 2 – Le nostre condivisioni sono nate da un mix di stima, di comunicazione massima possibile, di amore e affetto, sentimenti di cui ognuno è stato protagonista.

Risposta 3 – L’impegno reciproco ad essere stimolo per l’altro a tutto ciò che ci potesse, a nostro avviso, migliorare: culturalmente, praticamente, fisicamente, mentalmente.

Oggi, a latere rispetto al conseguimento continuo di questi obiettivi perseguiti fino ad ora, resta l’impegno a conservare testimonianza di tutto ciò che abbiamo fatto. Altrimenti tutto svanirebbe troppo presto. Così sarà, un domani, ma che ora, almeno i nostri nipoti abbiano il nostro vissuto ad esempio.
Lo speriamo.

4 comments on “Annarita Minelli, ospite della settimana 24/2012

  1. anna
    26 July 2012

    grazie Annarita….nelle tue parole mi sembra di rileggere il percorso di vita dei miei genitori che coem dice mio padre, ogni giorno si scelgono…e che nonostante la vita non sempre sia stata facile, sposerebbero sempre la stessa persona…grazie della testimonianza…anna ravanelli

  2. ovittorio
    12 June 2012

    grazie Annarita, provo a parlare proprio di quella foto e la sovrappongo a quello che vedo essere il tuo ‘sforzo’ (che è anche mio e di tanti e forse tutti …): come dire una cosa insieme naturale e complessa? forse il dire, le parole messe in fila, le semplificazioni necessario, i procedimenti di astrazione…forse non riducono troppo il vivere che c’è dentro la realtà? vivere, inteso come quotidianità, alzarsi vestirsi lavorare muoversi giocare dormire allevare….inteso come intensità delle sensazioni e delle percezioni, come fatica che sale e scende, come benessere che sale e scende, come incontri inaspettati, come cose che succedono in un attimo e poi le dimentichiamo, come lavorìo della mente/corpo che non smette mai…tutta questa moltitudine che ciascuno di noi è, come metterla in un dire? e quanto diventa difficile quanto ciò che vuole essere detto riguarda due persone, il loro legame nel tempo?
    nella foto vedo linee, che mettono in contatto in visi, con una leggera sfasatura: lei guarda lui.. lui guarda lei, ma non negli occhi, piuttosto nel punto centrale del viso…è uno sguardo che guarda cercando di prendere più che può della bellezza che ha davanti e che vuole trattenere per sè…lei si lascia guardare e contempla lo sguardo che la guarda, offrendosi ad esso. Quindi tra i due c’è uno stesso spazio in cui concentrare lo sguardo, e differenza però nell’intensità e nella significazione. Però c’è intercambiabilità, c’è la possibilità aperta che gli occhi giochino sulle superfici, c’è la promessa di un bacio che potrebbe chiudere il circuito. E c’è riflessione: ti guardo mentre guardi me che mi lascio guardare. E’ un gioco retorico, adesso che sono qui a scriverne, ma guardando quella foto mi fa dire: Oh ecco, se vedo come si guardano, posso capire (senza troppe parole…) cosa significa una relazione d’amore e quanti rischi possono correre quegli sguardi, che possono abbassarsi, spostarsi, svuotarsi di desiderio. E quegli occhi possono chiudersi e non serve a nulla allora tenere ferma la testa, anche con mani amorevoli, come quelle della foto.
    quindi, di nuovo, grazie Annarita!

  3. Annarita Minelli
    11 June 2012

    La devo smettere di mandare in giro queste foto che fanno credere che tutto sia facile e naturale ! Quanta fatica per mantenere unita la famiglia :noi due, tre figlie,tre nipoti ! Quando le teste da mettere d’accordo sono più’ di due cominciano i problemi ! Ma…i problemi hanno una soluzione ?? Allora non sono problemi !!!

  4. Maria Teresa
    10 June 2012

    grazie Annarita, veramente di cuore. Non sono solamente i tuoi nipoti che possono godere del vostro esempio, come vedi…

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This entry was posted on 10 June 2012 by in Ospiti.

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