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Pensieri, esplorazioni, ipotesi. Un confine incerto tra personale e professionale.

#EserciziDiFuturologia > un format duttile

Back to the future.

C’è stato un momento magico al tempo della formula dei #WritingLab. A tema allora la scrittura sociale, quella dei social, quella verticale che le organizzazioni producono per informare, orientare, rendersi presenti, interconnettersi. A tema le scritture di azione, di visibilizzazione, che espongono e collocano…
Ora è tempo di sperimentare un nuovo format: #EserciziDiFuturologia.

Il futuro esiste nella forma dell’anticipazione

Prima ancora di realizzare l’incontro del 24 giugno 2016, ci hanno fatto osservare che la formula #EserciziDiFuturologia proposta presenta dei punti deboli.
[Si tratta di una anticipazione: il futuro, quello che ancora non si è ancora materializzato, si preannuncia e influenza il presente, le scelte, e il corso degli eventi, le riflessioni].
Uno dei punti deboli indicati consiste nella vaghezza del compito. Invitate a prendere parte al format, alcune persone hanno reagito osservando che non era per nulla chiaro il tema, tema indicato come elemento chiarificatore, e di contro la difficoltà non sembrava tanto risiedere nella vaghezza del compito (come prepararsi) o nella sollecitazione ad esporre ed esporsi (devo presentare la mia idea davanti a persone che non conosco).

Degli ingredienti del format #EserciziDiFuturologia

L’idea di #EserciziDiFuturologia risiede nella formula leggera, economica, relativamente agevole da attivare, partecipabile, adeguata alle esigenze di sobrietà [jugaad]. Si tratta di organizzare un incontro (cosa c’è di più radicale e culturalmente fondante) per confrontarsi. Nella proposta che abbiamo lanciato per il 24 giugno pomeriggio, il tema non è definito, è libero: Porta un’idea!
Porta un’idea, quella che vuoi comunicare agli altri, che ti pare interessante, significativa.
A questa proposta diverse persone hanno reagito chiedendo di avere maggiori indicazioni sul contenuto dell’idea, sul tema da affrontare, o almeno qualche spunto. “Il futuro è aperto, proviamo a fare incontrare idee sconnesse e a vedere cosa succede, ci chiederemo quali fili si possono afferrare…” questa è stata la nostra risposta.
Il format #EserciziDiFuturologia prevede alcuni vincoli: che ciascuno porti un’idea, fornisca un contributo, alimenti il confronto [questo è un ingrediente essenziale]. Ciò non significa implicare che non abbiano senso incontri nei quali vengano presentate relazioni strutturate, che non siano utili e interessanti seminari o convegni. Semplicemente vorremmo sperimentare un format che dia spazio alla dimensione paritetica e all’equialimentazione degli spunti di pensiero.
Il format prevede dunque che ciascuno prenda brevemente [ecco un secondo ingrediente] la parola ed esponga il proprio contributo appoggiandosi ad un materiale preparato: una slide, una clip, un testo, un poster [ecco un terzo ingrediente].
Sulla scorta degli interventi esposti si passa alla seconda attività prevista dal format che consiste in gruppi di approfondimento, che riporteranno poi in plenaria – nel terzo passaggio del format – ritorni e riflessioni da condividere, discutere, riconsiderare [lavoro in gruppo, et voilà il quarto ingrediente].

Della versatilità del format #EserciziDiFuturologia

Perché immagino #EserciziDiFuturologia essere un format versatile? Perché credo sia agevole da organizzare, attivare, promuovere. Può avere una formula aperta a chi desidera prendervi parte (come sarà il 24 giugno) o una formula ad inviti. Può essere che il tema sia libero (come sarà il 24 giugno) o a tema definito; ad esempio si potrebbe voler ragionare di interazioni fra ambiente, cultura e innovazione sociale; o di trasformazioni del welfare e cambiamenti tecnologici; o di trasporti, lavoro, formazione in aree interne; o di immigrazioni, religioni, amministrazioni pubbliche; di reti cross-sector, di aggregazioni, di filiere, di intrecci, di processi sommativi e sottrattivi; e così via (non sono certo i temi a mancare, e neppure la capacità di trovare intrecci interessanti).

#EserciziDiFuturologia pensando all’esplorazione di partnership possibili

Un possibile uso del format #EserciziDiFuturologia riguarda la costruzione di partnership. Si tratta di uno strumento di incontro/confronto/conoscenza/dialogo impiegabile nell’ambito di processi di costruzione di partnership progettuali cross-sector. Quando si ragiona di partnership, l’intuizione, la strategia, la lungimiranza deve concretamente essere sostenuta da know-how operativo: come entrare in relazione con interlocutori interessanti? Come lavorare affinché sia saggiabile la possibilità che possano trasformarsi in partner? Come avviare la ricerca esplorativa di punti di contatto fra rappresentazioni non già esplicitate? Come (e quanto) sporgersi, avvicinarsi, sondare disponibilità e compatibilità?

#EserciziDiFuturologia tra formazione capovolta e reti personali di apprendimento

Se dovessi dire in una battuta a quale esigenza risponde il format #EserciziDiFuturologia direi che affronta la questione della formazione capovolta (flipped adult classroom), collegandola alle reti personali di apprendimento (personal learning network). In fondo la richiesta di portare un contributo (libero o a tema) equivale a chiedere di venire preparati: è una sfida! Si tratta di trovare un argomento, ragionarci, individuare elementi significativi, pensare a come prensentarli… insomma per intervenire ci si deve preparare. Ciò che interviene e riconfigura il processo di apprendimento personale è proprio l’elemento sfidante (per qualcuno/a anche può spiazzante): si tratta di condividere i propri apprendimenti e immetterli in un processo multivocale di confronto interpersonale e interprofessionale, si tratta cioè di alimentare la costruzione di reti personali di apprendimento mediante un lavoro di autoproduzione e di socializzazione di conoscenze. Tornerò sul tema.

#EserciziDiFuturologia: siete invitati/e (e se volete portate un amico/a)

#EserciziDiFuturologia sarà un pomeriggio di confronto professionale per mettere in comune idee, discuterle, svilupparle, a partire dai contributi liberi (ma preparati) di chi vi prenderà parte.
Il format non prevede un argomento prefissato (e questa è una prima caratteristica), se ci saranno dei fili conduttori, vorrà dire che li avremo rintracciati dalle idee che verranno presentate. Chi partecipa prepara un intervento brevissimo (e questa è la seconda caratteristica) che presenterà appoggiandosi a una slide, a un testo, a un clip o a una foto. Di cosa si parlerà allora? Il titolo un po’ lo lascia presagire: a tema c’è il futuro.

L’incontro è previsto per il 24 giugno 2016, 13:45-17:30, ospiti della Cooperativa Lotta contro l’emarginazione a Sesto San Giovanni (Milano), via Lacerra 124, MM1 Sesto Marelli o MM1 Sesto Rondò.
Partecipare è semplice

  • iscriversi inviando una email a esercizidifuturologia@gmail.com;
  • portare un’idea (un’intuizione, un’esperienza…) da esporre in un brevissimo intervento (3 minuti);
  • mettere tutto in una slide da proiettare (o in una clip, o in un testo…)
  • inviare il proprio contributo entro il 20 giugno a esercizidifuturologia@gmail.com

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Disegno senza titolo

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